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Tragedia a Cavriago, è Sergio Nazar il 16enne morto nell’incidente con la moto

Cristina Orsini
Tragedia a Cavriago, è Sergio Nazar il 16enne morto nell’incidente con la moto

Sergio Nazar, ciclista della squadra cavriaghese, è “saltato” su un dosso ed è finito a terra perdendo il casco. Per lui non c’è stato nulla da fare.

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CAVRIAGO. Con la moto da cross, ha affrontato un dosso rallentatore lungo la strada centrale di Cavriago. Forse la velocità non era adeguata. La sua Tm Racing, 50 di cilindrata, è saltata via, e lui è volato in alto, prima di cadere sull’asfalto.

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Un tonfo pesante. Poi è rotolato, e rotolato ancora, fino ad impattare con violenza contro il muso di un’auto pickup parcheggiata a lato della strada. Per Sergio Nazar, 16 anni, (i 17 li avrebbe compiuti il 5 novembre prossimo), origini moldave, vita a Cavriago, non c’è stato nulla da fare: è morto sul colpo. Troppo gravi le ferite riportate alla testa durante quella caduta rovinosa, nella quale ha anche perso il casco. Che forse era allacciato male, o forse l’urto ha rotto la chiusura.

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Di certo, la mancanza di quella protezione è risultata fatale per il ragazzo. . Alle 19.30 di ieri, in via Rivasi a Cavriago – pieno centro, tanta gente ancora per strada – il tempo si è fermato per fare spazio al dolore e alla disperazione. La vita di Sergio, studente del professionale Ipsia D’Arzo, appassionato tanto di moto quanto di biciclette (correva per la Sc Cavriago con ottimi risultati, e l’anno scorso nella squadra allievi della Sc Ceretolese 1969 di Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna), si è fermata lì, lungo quel tratto di via trafficata, di fianco alla moto da cross che ha proseguito ancora per un po’ la corsa, andandosi a fermare sul marciapiede.

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Semplice, purtroppo, la ricostruzione della dinamica dell’incidente compiuta dalla polizia stradale intervenuta sul posto, perché il protagonista è stato uno solo: il ragazzo, poco più che bambino, che ha fatto tutto da solo, davanti agli occhi smarriti dei tanti testimoni che hanno riferito ciò hanno visto: la velocità, un dosso in mezzo alla strada che porta al centro del paese, un volo, lo schianto, la fine. Per cercare di salvare la vita di Sergio sono arrivati in tanti: vigili del fuoco, ambulanze, il personale medico dell’elisoccorso. Hanno tentato di tutto, ma tutto è stato inutile. La vita era già fuggita lontano. Sergio è stato coccolato, accarezzato, consolato per un’ultima volta dai genitori, accorsi poco dopo accanto al loro ragazzo. Disperati, annientati, hanno gridato, pianto, chiesto aiuto.

Una parola di conforto è arrivata dalla sindaca Francesca Bedogni, che ha raggiunto il luogo dell’incidente e ha voluto partecipare a quel lutto collettivo: «A 16 anni non si può morire».

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