Gazzetta di Reggio

Reggio

le indagini 

Cuoca affidataria ma solo sulla carta

Amb. P.

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reggio emilia. Non solo falsi abusi sessuali e «terapie suggestive», ma anche l’affidataria di un minore sulla carta che, in realtà, era una cuoca part-time. E che quel minore non lo ha mai visto. Tra le carte dell’ordinanza Angeli e demoni compare un caso che contiene tutti questi elementi e che è considerato, dagli inquirenti, esemplificativo delle disposizioni disinvolte della dirigente del Servizio sociale Federica Anghinolfi.

Si tratta di un bambino di origine calabrese che risultava in affido. La madre, convocata in procura, è caduta dalle nuvole: «Mio figlio è nella mia abitazione ed è rimasto sempre in affido esclusivamente a me». L’affidataria sulla carta «ha candidamente ammesso che l’affido del bimbo fatto a suo nome dalla Anghinolfi è completamente falso».

Nel gennaio di quest’anno la donna ha poi dichiarato: «Ho conosciuto i servizi sociali della val d’Enza nel 2016, quando in seguito a difficoltà economiche fui indirizzata a svolgere un tirocinio formativo di segreteria». Qui «conobbi Federica Anghinolfi (dirigente del servizio sociale, ndr) la quale, alle mie richieste di poter lavorare, mi propose di fare la cuoca presso l’App di Montecchio (struttura dell’Unione per ragazzi, ndr) per tre volte alla settimana in cambio di 360 euro mensili. Mi fu consegnato un foglio dove Federica indicava che mi dava in affido di sostegno un bimbo, dicendo che era necessario per il ragazzo fare un percorso».

Peccato che la cuoca non ha mai effettuato «alcuna accoglienza. Cucinavo il pranzo per loro, ma non conosco le loro storie né i loro genitori. Per il bimbo Federica mi chiese di diventare un tramite per il pagamento delle spese di psicoterapia del minore: mi anticipano ogni mese sul mio conto corrente e poi io devo fare un bonifico ad Hansel & Gretel». —

Amb. P.

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