Gazzetta di Reggio

Reggio

il ricorDo dEL DIESSE DELLA SC CAVRIAGO 

«È cresciuto qui con noi un giovane pieno di vita»

Daniela Aliu
«È cresciuto qui con noi un giovane pieno di vita»

Marco Guidetti parla di Sergio, morto a 16 anni in moto.  «L’aveva da poco, un regalo perché era andato bene a scuola»

2 MINUTI DI LETTURA





CAVRIAGO. «La nostra società è distrutta dal dolore per la perdita di un ragazzo che ha scritto una parte della storia sportiva della Ciclistica cavriaghese».. Così il direttore sportivo della Sc Cavriago, Marco Guidetti, commenta la tragica scomparsa di Sergio Nazar. «Era arrivato da noi una decina di anni fa e si era inserito nella nostra società, così come da subito si era inserito nel tessuto sociale del paese». Parole cariche di dolore, le sue; parole di chi il 16enne lo conosceva da tempo, da quando era un bambino che si affacciava alla vita con fiducia ed entusiasmo.

«Era venuto in Italia 12 anni fa – racconta –. Amava andare in bicicletta. Girando per il paese, veniva spesso nella nostra pista. Ci siamo conosciuti così. Ci ha detto che gli sarebbe piaciuto gareggiare e alla fine lo abbiamo preso con noi. Avrà avuto 7 anni. La prima gara l’ha fatta a 8».

In quegli anni, con la mamma che lavorava come badante e il papà spesso fuori per lavoro, la società ciclistica ha rappresentato un punto di riferimento importante nella vita del giovane. Un luogo formativo, di cura e attenzioni nei suoi confronti, in cui il giovane ha imparato tanto, trascorrendo con dirigenza e compagni tanto tempo libero. «Fino ai 14 anni ha corso proprio con noi, portando a casa anche qualche risultato – conferma Guidetti –. Poi, negli ultimi due anni, siccome noi non teniamo la categoria Allievi, ha corso con la Ceredolese, di Casalecchio di Reno, nel Bolognese, con cui siamo gemellati e a cui diamo i ragazzi per la categoria Esordienti». Per due anni Sergio è andato ad allenare nel Bolognese e ha corso con loro, poi però ha deciso di smettere perché allenarsi così lontano da casa è tutta un’altra cosa. Ma quel ragazzo pieno di vita ed energia non si è certo messo seduto. Appesa al chiodo la bicicletta, ha puntato sui pesi, sulla kickboxing.

«Giovedì sera l’ho saputo subito. Quel dosso? Lo avrà fatto migliaia di volte... E quella moto l’aveva da poco. Regalo perché era andato bene a scuola», confida Guidetti.

Anche dal mondo del ciclismo i messaggi per il giovane sono tanti. Come quelli del velodromo di Cento: «Un grande abbraccio va ai familiari, agli amici, a tutti coloro che lo avevano a cuore». —


BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google