Gazzetta di Reggio

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la tragedia e la rivolta in stazione 

Gambiano morto travolto da un treno Si cerca nei filmati della videosorveglianza

Ambra Prati
Gambiano morto travolto da un treno Si cerca nei filmati della videosorveglianza

La polizia sta visionando le immagini per ricostruire l’accaduto. Investigatori al lavoro per identificare gli autori dei tumulti

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Un primo effetto i tumulti della stazione – a seguito della morte del gambiano Illiyasa Badjie, 22 anni – l’hanno ottenuto: nuove indagini della polizia. Secondo il vicario del questore, Andrea Salmeri, non è corretto definirla una riapertura del caso: «Si tratta dei normali approfondimenti investigativi, che sempre si eseguono». L’accaduto ha confermato, ancora una volta, come la stazione sia una polveriera sociale.

«Questi giovani senzatetto e senza lavoro sono già esasperati perché vivono in una situazione di disagio. La disgrazia ha esacerbato gli animi». Sta di fatto che le attuali risorse disponibili in via Dante nelle ultime ore sono state dedicate in buona parte a fare chiarezza sulla vicenda.

Il decesso del 22enne, avvenuto mercoledì poco prima di mezzanotte sul lato ovest tra i binari 3 e 4, è stato definito un drammatico incidente ferroviario: un giovane barcollante, con una bottiglia in mano, finito sotto l’Intercity Notte mentre attraversava i binari a piedi e al buio. Una versione che non ha convinto affatto gli amici e connazionali della vittima che, il giorno dopo, hanno messo in atto una violenta protesta – tra piazzale Marconi, i sottopassaggi dei binari e piazzale Europa – protrattasi per tre ore e presto trascesa in una guerriglia urbana. Danneggiamenti, bici scagliate, persone denudate che urlavano in faccia agli agenti, il pestaggio di un passante sospettato di filmare con un telefonino, una sassaiola contro il treno proveniente da Guastalla con i passeggeri impossibilitati a scendere.

Il motivo di tanta rabbia è stata appunto la versione della disgrazia ritenuta non credibile dai connazionali, che hanno riferito di un alterco della vittima con un marocchino e di come Badjie fosse cercato dai poliziotti. «Vogliamo la verità, vogliamo che si indaghi», hanno detto i manifestanti.

Giovedì sera tutti i dirigenti di via Dante sono rimasti sul posto fin quasi alle 23. Il dirigente della Digos Lucio Di Cicco ha intavolato una trattativa con i rivoltosi: in serata una delegazione di gambiani è stata accompagnata in questura. Altri tre amici del defunto sono stati ricevuti ieri mattina; hanno potuto esporre le loro ragioni, in videochiamata hanno mostrato la disperazione della madre piangente e contattato la sorella, partita dal Gambia alla volta di Reggio Emilia.

Sul fronte delle indagini, due i filoni seguiti dagli inquirenti. Da un lato la Digos sta identificando i protagonisti dei tumulti: almeno una ventina quelli individuati. Finora nessun fermo o arresto, ma è possibile che gli autori dei danni siano chiamati a risponderne.

Dell’altro filone, quello del decesso del 22enne, si sta occupando la Squadra Mobile. Finora è indubbio che lo sfortunato gambiano, in attesa della pratica di richiesta di asilo, senzatetto e abusivo alle Reggiane, sia deceduto tra le rotaie: il treno, che andava a 130 chilometri all’ora, gli ha dilaniato l’addome.

Tutto da ricostruire, però, quanto accaduto prima dell’impatto: era davvero inseguito da qualcuno, come sostengono i connazionali? Gli investigatori stanno cercando eventuali conferme.

In queste ore cinque agenti si stanno dedicando a visionare una per una le immagini delle telecamere della zona: sarà un’analisi lunga e certosina, visto che gli occhi elettronici sono oltre una decina.

Altri elementi potranno arrivare dall’autopsia. È probabile che il pm Laura Galli disporrà l’esame, ma una decisione in tal senso non è ancora arrivata. —



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