Hansel & Gretel cancellata dal portale Miur
La Onlus è stata depennata dalla piattaforma ministeriale per la formazione accreditata a seguito della segnalazione di un’associazione
Il centro studi Hansel & Gretel diretto dal dottor Claudio Foti, coinvolto nell’inchiesta Angeli e demoni sui presunti affidi illeciti di minori in Val d’Enza, è stato sospeso dal portale “Sofia” del Miur, il ministero dell’Istruzione degli enti accreditati per la formazione. La Onlus non potrà più fare formazione dalla piattaforma accreditata.
Ricordiamo che lo psicoterapeuta Foti – per il quale i domiciliari sono stati revocati dal Riesame e sostituiti con l’obbligo di dimora nel Comune piemontese di residenza – aveva in origine due capi d’accusa: uno riguardava l’aver manipolato la mente di una ragazza durante le sedute di psicoterapia, l’altro l’abuso d’ufficio in concorso perché sarebbe stato consapevole che le psicoterapie che gli venivano pagate dovevano essere bandite con concorso pubblico e non affidate direttamente.
Sul primo capo d’accusa c’è stato l’annullamento dell’ordinanza. Di recente Foti è stato anche accusato di maltrattamenti in famiglia nei confronti dei figli e della moglie Nadia Bolognini, anche lei indagata e finita ai domiciliari, nonostante la donna non abbia sporto denuncia.
La comunicazione del Miur è stata resa nota dall’associazione “Non si tocca la famiglia – Sì alla famiglia naturale come culla d’amore per i nostri tempi”, che aveva segnalato al ministero l’incongruenza. Il Miur ha risposto affermando che l’ufficio preposto «ha tempestivamente disposto, il 17 luglio scorso, la sospensione dell’accreditamento presso il Miur del centro studi Hansel & Gretel Onlus. Pertanto, dalla suddetta data, l’ente in oggetto non può più erogare attività di formazione attraverso la piattaforma Sofia né avvalersi del sistema della Carta docente».
L’acronimo Sofia sta per sistema operativo per la formazione e l’aggiornamento dei docenti. Gli enti o le associazioni qualificati che desiderano aver un riconoscimento ufficiale dei corsi, rivolti a docenti e scuole, si registrano e inviano la richiesta alla piattaforma. La presidente dell’associazione “Non si tocca la famiglia”, Giuseppina D’Amico, ha esultato: «Un primo passo di giustizia e di ricerca della verità a tutela dell’educazione dei bambini e delle famiglie. Era inaccettabile una tale svista. Stiamo lavorando per tutelare l’educazione, la formazione degli educatori, la libertà dei genitori di educare i propri figli secondo valori e principi nel rispetto delle leggi».
D’Amico auspica «un lavoro trasversale tra associazioni di genitori, docenti e ministero della Pubblica istruzione che sia proficuo, a garanzia di un’educazione libera e rispettosa della famiglia nella partecipazione in seno alla scuola». —
Amb. P.
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