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La caduta fatale dopo un sorpasso E il casco di Sergio è volato via

La caduta fatale dopo un sorpasso E il casco di Sergio è volato via

La Stradale al lavoro per chiarire la dinamica dello schianto Ieri sera gli amici si sono radunati con moto e palloncini

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Cavriago. È una comunità ancora sconvolta dal dolore quella che si è risvegliata, ieri mattina, dopo il tragico incidente in cui, giovedì sera, ha perso la vita Sergio Nazar, 17 anni da compiere a novembre, giovanissimo studente del Silvio D’Arzo, pieno di vitalità, moldavo di origine e in Italia da quanto era appena un bimbetto assieme ai genitori.

Nel luogo dell’incidente, in via Rivasi, in pieno centro a Cavriago, qualcuno ieri mattina ha voluto portare alcuni fiori: un piccolo gesto d’amore nel punto esatto dove appena qualche ore prima i soccorritori hanno cercato in tutti i modi di salvare il 16enne, dopo che con la sua amata moto era volato a terra e si era schiantato sull’asfalto, sotto gli occhi impotenti di tanti testimoni.

LE INDAGINI

La Procura di Reggio Emilia, nella persona del sostituto procuratore Laura Galli, come si procede in questi casi, ha aperto un’inchiesta. Esaminerà quanto rilevato dagli uomini della Polizia stradale di Castelnovo Monti, giovedì sera, che sono intervenuti sul posto. È a loro che tocca la ricostruzione di un incidente che è, comunque, apparsa chiara da subito: Sergio Nazar era in sella alla sua Tm Rancing, 50 di cilindrata. Secondo quando fin qui ricostruito, ha prima superato in velocità un’auto, poi ha affrontato il dosso e subito dopo, per cause non ancora accertate, ha perso il controllo della moto, è caduto ed è rotolato per un lungo tratto, fino ad impattate con violenza contro il paraurti del pickup nero parcheggiato nei pressi della tabaccheria.

La velocità eccessiva, secondo la Polstrada, resta l’elemento chiave. Un altro aspetto fondamentale e non ancora del tutto chiarito è quello del casco. Alcuni testimoni hanno dichiarato di aver notato che il giovane, al momento della collisione con il paraurti della macchina, lo aveva in testa. Ma poi il casco è stato trovato ad almeno una decina di metri di distanza, in mezzo alla strada. Il ragazzo potrebbe averlo perso prima del contatto con l’auto, oppure potrebbe essere volato via proprio a causa dell’urto violento. Resta il fatto, però, che con ogni probabilità il casco non era ben agganciato e non ha protetto il ragazzo nell’impatto. Di sicuro ha fatto tutto da solo. E su questo sembra davvero che ci siano pochi dubbi.

Ieri la salma risultava ancora a disposizione della Procura di Reggio Emilia, nel cimitero nuovo di Coviolo. E il magistrato potrebbe decidere di rilasciare il nullaosta necessario per i funerali, senza chiedere ulteriori accertamenti di tipo autoptico.

Sergio abitava in via Melloni a Cavriago. Frequenteva l’istituto Silvio D’Arzo a Montecchio. E lo sport, in varie forme, ha sempre fatto parte della sua vita: per oltre 10 anni con il ciclismo, poi i pesi e la moto.

CHI ERA

Il suo profilo Instagram racconta questo di lui: la passione per quella moto azzurra, dalla quale era inseparabile e alla quale si dedicava con assiduità. La stessa che fino a qualche tempo prima aveva dedicato alla bicicletta da corsa, alle gare, a quello sport che lo portava sempre a macinare chilometri lungo le strade e a fare gruppo con i compagni di squadra, sempre verso qualche altro traguardo da raggiungere. Poi, ci sono i giri in moto, i primi amori, gli allenamenti in palestra. L’ultima foto, pubblicata lo scorso 11 luglio è dedicata alla moto. «#primiendurata», scrive. È la stessa moto che lo ha portato via.

L’AUTOLAVAGGIO

Ieri sera tanti amici di Sergio si sono dati appuntamento all’autolavaggio del distributore Conad di Bibbiano, luogo spesso frequentato dal16enne, che proprio lì andava a lavare la sua amata moto. Tante anche le motociclette e i palloncini portati dagli amici. Un momento di commozione al quale hanno preso parte anche i genitori del ragazzo.—

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