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Vassallo: «Servono strumenti per vigilare sui servizi sociali»

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Castelnovo Monti. L’accoglimento della proposta arrivata dalle minoranze nell’ambito dell’ultimo consiglio dell’Unione Val d’Enza, per la costituzione di una commissione sugli affidi a seguito del caso “Angeli e demoni”, è al centro di un intervento del gruppo Castelnovo ne’ Cuori, che chiede al Comune di rivalutare la contrarietà espressa nell’ultimo consiglio.

«Ci fa piacere – afferma la capogruppo Nadia Vassallo – che dopo l’irragionevole arroccamento la maggioranza dell’Unione Val d’Enza collabori con la minoranza per ricercare insieme soluzioni che cerchino di porre rimedio ad una situazione che era fuori controllo. I servizi sociali sono competenza dei Comuni, delle loro Unioni, e spetta a loro esercitare la funzione di controllo, amministrativo e politico. Crediamo che la soluzione proposta dalla minoranza e accolta dalla maggioranza sia un primo importante passo per esercitare questa responsabilità istituzionale: una commissione di controllo permanente e una attività semestrale di reporting della giunta per riferire sui numeri e sulle modalità di approccio verso le famiglie ed i minori».

E prosegue: «Crediamo che questo possa essere replicato anche a Castelnovo e nell’Unione dei Comuni della montagna al fine di darsi gli strumenti utili per conoscere e vigilare sul corretto funzionamento di un servizio importante e difficile. Auspichiamo che la maggioranza superi i pregiudizi espressi nell’ultimo consiglio nel quale ha valutato le proposte della minoranza come una strumentalizzazione atta a raccogliere consensi e smetta un atteggiamento autoreferenziale in favore di una collaborazione alla pari con tutte le espressioni politiche espresse in Consiglio, aggiungendo alle soluzioni adottate in Val d’Enza possibilmente anche la funzione di audizione dei cittadini e delle famiglie presentata nella mozione del consigliere Cavana e da noi apprezzata».

«Sarebbe utile che su temi di questa natura – conclude – la collaborazione assumesse un valore superiore alla competizione politica. Sarebbe un banco di prova utile anche per affrontare unitariamente i problemi del Sant’Anna, a partire dal punto nascite che è al momento lasciato in un limbo politico nonostante l’acclarata illegittimità nel decretarne la chiusura». —

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