Destinazione Emilia traina turisti a Reggio È boom di presenze
I dati presentati dai vertici dell’ente e dall’assessore Corsini La presidente Maramotti: «Creiamo sempre più visibilità»
Parma, Piacenza e Reggio Emilia, tre perle della Pianura Padana che affascinano, hanno tanto da offrire e non vogliono fermarsi qui nella corsa a posti da protagonisti nel circuito del turismo nazionale. Questo dicono i dati che nella mattinata di ieri sono stati esposti al Palazzo del Mauriziano durante la conferenza “Le dinamiche turistiche nella Destinazione Emilia 2018”, organizzata appositamente per fornire un plastico esempio di quanto vasta e concreta possa essere la proposta di Destinazione Turistica Emilia (Dte) sul triplice piano di gusto, natura e cultura.
L’ENTE
Infatti Dte, ente pubblico nato nel 2017 con l’obiettivo di promuovere in senso armonico l’offerta dell’area compresa tra le province di Parma, Piacenza e Reggio, può ritenersi soddisfatto degli ottimi risultati raggiunti e ancor di più, trarre ulteriore slancio dal fatto che le strategie attuate abbiano portato sulla giusta direzione.
Il commento
Come rivela Natalia Maramotti, presidente di Destinazione Turistica Emilia: «Un progetto di tali ambizioni non può prescindere da una puntuale analisi dei dati necessari alla profilatura del turista, dato che il nostro lavoro è quello di creare visibilità attraverso la costruzione di prodotti rivolti a visitatori italiani e stranieri della nostra regione». È così che grazie alla ricerca ed elaborazione del Servizio Statistica della Regione Emilia-Romagna il quadro è stato delineato, rivelando un 2018 di grandi successi e annunciando un 2019 altrettanto confortante.
I DATI
Si annoverano in particolare per l’anno passato, tra le cifre positive in ogni ambito, una crescita del 6,8% di arrivi e del 4,2% di presenze e un aumento del turismo estero con +11,1% di arrivi e un +7,2% di presenze, mercato questo che rappresenta il 32% degli arrivi e il 29% delle presenze sul totale e sul quale si investirà anche attraverso interventi sulla qualità dell’accoglienza e sull’offerta di nuove opportunità. Altro dato da non sottovalutare, sottolinea Stefano Michelini, dirigente del Servizio Statistica della Regione Emilia-Romagna, è quello dell’andamento stagionale: «I mesi più proficui sono quelli tra marzo e ottobre, con l’eccezione di picchi nella fase finale dell’anno. Tenere in considerazione tali numeri è molto importante perché permetterà di incentivare periodi tradizionalmente più scarichi».
LA NOSTRA CITTà
Per quanto riguarda nello specifico Reggio Emilia, la nostra città spicca rispetto agli altri due centri, per le percentuali di strutture ricettive più elevate rispettivamente di alberghi a 3 stelle con 15% e bed and breakfast con 33,6%. Inoltre, si aggiunga che la riduzione media degli ospiti singoli, che scende al 45,9% e interpretabile come indice di meta di turismo business, non ha interessato il capoluogo reggiano, dove pertanto necessità una maggior diversificazione. Infine, si è registrato che il mezzo più usato a Reggio Emilia dai turisti è l’automobile e, tuttavia, il treno risulta maggiormente sfruttato rispetto a Parma e Piacenza. Lo stesso Andrea Corsini, Assessore al Turismo della Regione Emilia-Romagna, commenta positivamente i risultati raggiunti e conclude: «Dte è una scommessa vinta, ma ciò che si è ottenuto deve essere ora un punto di partenza per una sfida futura che può giocarsi su due elementi: la distribuzione del prodotto e le infrastrutture, quale ad esempio l’alta velocità reggiana». —
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