I fuoriusciti dicono sì alla mozione Santoro
Nironi e Beltrami ufficializzano il divorzio nel centrodestra ma il voto sull’accoglienza rimette tutti d’accordo
SCANDIANO. È ufficiale il riassetto del consiglio comunale scandianese dopo la spaccatura del centrodestra. Venerdì sera si è tenuto una seduta consiliare piuttosto attesa dopo una settimana di discussioni fra i quattro eletti nelle file del centrodestra, tensioni nate da una mozione dell’ex candidato sindaco Angelo Santoro.
Ad inizio seduta, Alessandro Nironi Ferraroni e Davide Beltrami hanno formalizzato il loro addio al gruppo “Scandiano Unita” e, come da regolamento, hanno dato vita al gruppo misto.
Santoro e Alessandro Zanni rimangono invece in “Scandiano Unita”. Entrambe le formazioni dovranno comunicare nei prossimi giorni i nuovi capigruppo, che potranno partecipare all’apposita conferenza. Con un gruppo di due unità, è infatti possibile avere un capogruppo e rappresentanza nelle varie commissioni consiliari. Il distacco è apparso chiaro anche a livello fisico, con lo spostamento di Nironi Ferraroni e Beltrami in una fila diversa da quella occupata in precedenza.
E la mozione contestata? Nironi, che aveva già espresso dubbi al riguardo, ha chiesto che non venisse ammessa alla discussione perché inammissibile formalmente. Il consiglio si è però espresso a favore dell’ammissione, la maggioranza di centrosinistra ha presentato una serie di emendamenti al testo originale ed alla fine la mozione è stata approvata all’unanimità da tutti i consiglieri.
La modifica principale è il “trasferimento” del tema all’interno della commissione sulle politiche sociali già attiva per verificare le possibili forme di accoglienza. E il potenziale allargamento del discorso all’Unione Tresinaro Secchia. All’ordine del giorno, vi erano anche discussioni sul Dup, il documento unico di programmazione, e su una variazione di bilancio, approvate dalla maggioranza con i voti di Santoro e Zanni.
A tener banco, rimane la questione del centrodestra, su cui intervengono anche i consiglieri 5 Stelle Patrizia Miselli e Marco Barbanti. Rispetto ai tredici consiglieri dello scorso mandato, ricordano, la maggioranza oggi ne conta dieci, e le opposizioni «avrebbero potuto esercitare un’azione più incisiva di controllo e un ruolo propositivo più ampio». Ma i dissidi nel centrodestra, aggiungono, stanno «indebolendo al contempo tutta l’opposizione. Le profonde lacerazioni sono purtroppo il frutto di aggregazioni spurie sorte al solo scopo di presentare una lista, che non rappresenta una reale unità di intenti, ma una visione frammentata e profondamente differente della gestione del territorio».
Tornano a parlare anche Santoro e Zanni. Quest’ultimo è rimasto stupito dal voto favorevole di Nironi e Beltrami alla mozione sui bambini «dopo aver spaccato il gruppo e essersene andati in quanto non ne condividevano il contenuto». Ma ora, sostiene, hanno approvato un documento che «disegna un percorso per accogliere i migranti contravvenendo ad ogni regola politica dettata da Salvini».
Getta, invece, un ultimo ponte Santoro, chiedendo un passo indietro ai due dimissionari: «Mi auguro che la frattura si possa ricomporre al più presto e che i Consiglieri Beltrami e Nironi vogliano riconsiderare le loro dimissioni e tornare nella casa costruita insieme». —
Adr.Ar.
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