La banda delle targhe scappa e lascia il bottino da 160mila euro
I ladri si calano dal tetto ma sono sorpresi da una guardia e abbandonano mille capi di maglieria
I malviventi sono stati sorpresi a metà dell’opera da una guardia giurata, che cogliendoli in flagrante li ha costretti a fuggire, lasciando veicolo e refurtiva. Ora la polizia di Stato è sulle tracce della “banda delle targhe”: professionisti specializzati che, dopo aver rubato furgoni in diverse autofficine reggiane, li utilizzano per sostanziosi raid notturni in aziende; tramite il trucchetto della sostituzione delle targhe, anche se vengono ripresi dalle telecamere di videosorveglianza – spesso presenti nelle aree artigianali – si sentono quasi certi dell’impunità.
All’una di notte tra venerdì e sabato un vigilantes del Corpo Guardie Giurate in servizio di pattugliamento nella zona industriale di Mancasale, deserta a quell’ora, mentre transitava in via Raffaello ha notato un furgone sospetto. Gli occupanti – almeno tre uomini con il volto coperto – alla vista del sorvegliante hanno precipitosamente interrotto l’attività e, lasciando portiera e bagagliaio aperti, si sono dileguati di corsa nel buio. Sul posto è rimasto un furgone di marca Renault.
La guardia giurata ha allertato il 113 e, quando gli agenti della Squadra Volante sono arrivati sul posto, hanno trovato il furgone con le chiavi inserite nel cruscotto. Il veicolo è stato portato in Questura, dove si è scoperto che il retro era carico di 62 scatoloni di maglie da 169 euro ciascuna: un totale di 944 capi d’abbigliamento, per un valore complessivo di 160mila euro. Merce risultata appartenere alla ditta LeA di Corradini Luciana, un’azienda di produzione di maglieria all’ingrosso situata in via Filippo Zoboli 7/a, una perpendicolare di via Raffaello. I poliziotti hanno rintracciato il figlio della titolare, una 62enne residente ad Albinea. Insieme agli agenti, il familiare si è recato a fare un sopralluogo nella sede aziendale, scoprendo che i ladri si erano introdotti nel capannone calandosi dal tetto in modo rocambolesco; avevano poi aperto la porta dall’interno ai complici, iniziando a depredare il magazzino dei capi d’abbigliamento pronti per la consegna.
Il furgone Renault, invece, è risultato appartenere a una autocarrozzeria di Cadelbosco di Sopra, derubata il 22 luglio scorso; la targa però non corrispondeva alla denuncia e ai dati di immatricolazione. A bordo del veicolo è stata rinvenuta anche una coppia di targhe (anteriore e posteriore) rubate a un altro mezzo in sosta in strada il 23 luglio scorso. Sempre a bordo del furgone, c’erano le chiavi di un Ford Transit, anch’esso rubato ai danni della stessa autocarrozzeria.
A questo punto è stato risolto il rebus delle targhe. La banda è solita depredare furgoni in un luogo e, a ruota, targhe in un altro luogo, scambiando le piastre di metallo davanti e dietro in modo da poter passare tranquillamente sotto gli occhi elettronici. Il furgone Renault è stato restituito al legittimo proprietario, mentre l’indagine, con l’ausilio della Scientifica, prosegue per risalire agli autori dei raid seriali. —
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