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dopo la tragedia in stazione  

Rivolta dei gambiani Salvini alla carica «Tolleranza zero»

Am.P.
Rivolta dei gambiani Salvini alla carica «Tolleranza zero»

Tweet del ministro sul passante aggredito durante i tumulti «Non scappano dalla guerra, ma ce la portano qui»

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reggio emilia. «“Pensavo di morire”. Roba da matti... L’altra sera a Reggio Emilia quest’uomo è stato riempito di calci e pugni da un gruppo di immigrati. Io non cambio idea: per chi non scappa dalla guerra ma la guerra ce la porta in casa, tolleranza zero. Punto». Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, onnipresente sul web, ha lasciato un commento anche sulla rivolta dei gambiani, che mercoledì scorso ha tenuto in scacco la stazione storica per oltre tre ore.

Il fatto di cronaca locale è stata l’occasione, da parte dell’esponente del governo, per ribadire la posizione del Carroccio sul tema immigrazione. In realtà a finire sui social di Salvini è stato un singolo episodio dei prolungati tumulti: un’intervista al passante pestato, all’uscita del sottopasso di viale Europa, da un gruppo di gambiani che temevano di essere filmati con il cellulare. «Sono stato aggredito da persone senza cervello che mi hanno riempito di calci e pugni semplicemente perché avevo tirato fuori il telefonino. Loro pensavano che avessi fatto una foto, cosa assolutamente non vera. Mi fa male una gamba...Cosa devo aggiungere? Pazienza. Sono vivo. Io pensavo di morire perché mi hanno aggredito in otto, in otto, colpendomi alla schiena e in testa, dappertutto. Ho pensato: qui mi ammazzano», ha dichiarato l’uomo (guarirà in sette giorni e non sporgerà denuncia) in un video rimbalzato sul web. In realtà l’aggressione si è inserita all’interno di una vicenda complessa. L’antefatto è stato il decesso in circostanze da chiarire di Illiyasa Badjie, 22 anni, gambiano abusivo alle ex Reggiane, mercoledì finito sotto l’Intercity Notte mentre attraversava i binari a piedi. Una morte archiviata come disgrazia occorsa a un giovane con una bottiglia in mano, forse ubriaco. Una versione ritenuta non credibile dalla comunità gambiana che, il giorno dopo, si è riunita in stazione, inscenando una protesta violenta ben presto trascesa in bici lanciate, cestini divelti, sassaiola contro un treno pieno di passeggeri proveniente da Guastalla, connazionali denudati e urlanti contro uno schieramento massiccio di agenti. Sul decesso dello sfortunato 22enne prosegue l’indagine della Questura. —

Am.P.

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