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Dopo Angeli e Demoni 

Sugli intrecci con “Veleno” indaga la procura di Modena

Sugli intrecci con “Veleno” indaga la procura di Modena

Dopo alcuni esposti aperto un nuovo fascicolo  su alcuni casi di minori  sottratti alle famiglie ma senza indagati 

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REGGIO EMILIA. Vent’anni dopo si riapre l’inchiesta penale sui presunti pedofili nella Bassa, quando sedici bambini furono sottratti alle loro famiglie per ipotesi di abusi sessuali, satanismo e addirittura omicidi rituali. La vicenda già allora fece scalpore e aprì ferite e tanti interrogativi, con famiglie private dei figli, condanne e assoluzioni. La Procura di Modena ha aperto un fascicolo conoscitivo, su iniziativa del procuratore capo Paolo Giovagnoli, per cercare di fare chiarezza, per cercare di capire se sia sfuggito qualcosa e se ci siano legami o parallelismi con altre inchieste attuali, a cominciare da Bibbiano. Tutto questo alla luce di due nuovi esposti.

Dopo il tam tam mediatico sgorgato dall'inchiesta giornalistica “Veleno”, dopo che nella vicina Bibbiano è esploso il caso degli affidi illeciti, anche a Modena sono fioccate prese di posizione. Tra i primi a muoversi, c’è stato l’ex senatore Carlo Giovanardi, che ha presentato qualche mese fa un esposto in Procura.

E ora si viene a sapere dell’esistenza di altro “materiale” utile all’indagine che confluirà nello stesso fascicolo e che ha convinto i magistrati: due esposti, che saranno vagliati negli uffici di corso Canalgrande. Una indagine che, allo stato attuale, è in una fase iniziale strettamente conoscitiva e perlustrativa. Senza indagati.

Lo spiega il procuratore capo Paolo Giovagnoli: «C’era un esposto di Giovanardi già da tempo, di qualche mese fa, poi ne sono arrivati altri e noi stiamo cercando di capire che cosa sia successo all’epoca dei fatti. Siamo in una fase iniziale. Abbiamo aperto un fascicolo conoscitivo per cercare di ricostruire le vicende di allora». —

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