Ripartono gli scavi nell’area della Pieve in cerca del castello di origine medievale
La terza campagna al via oggi e durerà fino al 23 agosto Sulla pagine web del Comune i protagonisti e le scoperte
TOANO. Riprendono oggi gli scavi archeologici attorno alla Pieve di Toano. Si tratta della terza campagna di scavi fatta nei pressi di una delle più antiche chiese dell’Appennino, la pieve di Santa Maria in Castello, che già dal nome lascia percepire come un tempo fosse inserita in un fortilizio di cui, le prime due campagne di scavi negli anni scorsi, hanno riportato alla luce testimonianze estremamente significative: pareti in sasso e anche sepolture medievali.
In precedenza, l’unica altra testimonianza visibile, oltre alla pieve stessa, era quello che oggi è il campanile, ma che è evidentemente un torrione di quello che era il castello.
GLI SCAVI
La nuova campagna di scavi proseguirà fino al 23 agosto, creando continuità con un progetto di studio e valorizzazione della pieve da parte dall’Alma Mater Studiorum, Università di Bologna, iniziato nel 2017 con la collaborazione della parrocchia di Santa Maria Assunta di Toano, la Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla e il Comune di Toano. Già dallo scorso anno è stato possibile seguire, quasi quotidianamente, gli scavi attraverso la pagina web dedicata “Missione archeologica Unibo: progetto Toano”, gestita dagli archeologi stessi. Quest’anno, attraverso la pagina del Comune di Toano si conosceranno i protagonisti, non solo i responsabili, ma anche i giovani archeologi, tra cui una ragazza del paese appenninico.
TERRITORIO CENTRALE
Si attendono nuove scoperte e indicazioni che permettano di aggiungere nuovi tasselli alla storia di questo monumento unico dell’Appennino emiliano. Anche le realtà locali quali Panaria, Pro Loco, il coro Val Dolo, la onlus antica Fabbriceria, oltre alla ditta Athaena, contribuiscono al progetto.
«Ritengo importante sostenere questa campagna di scavi – afferma il sindaco di Toano, Vincenzo Volpi – perché la riscoperta delle nostre radici e dell’importanza che ha avuto il nostro territorio, dimostra la centralità di questo comune nella storia locale. Lo denota l’esistenza di vari castelli nel territorio, a presidio di quelli che allora erano i confini del regno».
La pieve di Santa Maria in Castello si trova ubicata su di un colle, in posizione topograficamente dominate l’attuale abitato di Toano, nell’entroterra appenninico del territorio di Reggio Emilia. Lungo i versanti del colle, in mezzo a una fitta vegetazione spontanea, si scorgono però i resti di alcune strutture murarie in gran parte crollate, verosimilmente una parte dell’antico castello di età medievale.
LA STORIA
Nelle campagne di scavo sono emersi i resti dell’edificio religioso medievale (la chiesa odierna, infatti, presenta ampie porzioni ricostruite nel secondo dopoguerra). Si tratta di un’abside, più grande di quella attuale, in uso a partire dal XV secolo. In fase con questa struttura erano una serie di sepolture. Una vasta area cimiteriale di età moderna (XVIII-XIX secolo) è stata rinvenuta anche sul fianco settentrionale della chiesa, mentre sul lato meridionale sono state individuate sepolture più antiche risalenti alla fine del X secolo. La particolarità della pieve di Toano era però quella di essere incastellata.
“Castellum de Toano cum Plebe” fu scritto in una pergamena del 1070 con la quale il vescovo di Reggio Emilia cedette al potente Bonifacio di Canossa il controllo del sito fortificato. Di questo castello, gli scavi archeologici stanno portando alla luce alcune strutture. Ai margini del colle, sul lato meridionale, sono stati rinvenuti i resti di una possente torre quadrangolare leggermente sporgente rispetto al muro di cinta (XIII secolo) che si ritrova ben conservato anche sul lato opposto del colle e sul quale si imposta un edificio più antico di cui, al momento, non è possibile determinare la funzione. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
