Gazzetta di Reggio

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«A Bibbiano non ci sono rapitori di bambini. Vi prego: ragionate con il cuore e il cervello»

«A Bibbiano non ci sono rapitori di bambini. Vi prego: ragionate con il cuore e il cervello»

I lettori si confrontano, criticano, propongono

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Di seguito alcune lettere arrivate alla Gazzetta di Reggio in merito all'inchiesta Angeli e Demoni e lo scandalo affidi in Val d'Enza.

Sono una cittadina del Comune di Bibbiano; una delle 10.000 anime di un paese a vocazione agricola e di piccole imprese, ai piedi delle colline matildiche della pianura emiliana. Un paese tranquillo , sconosciuto a tanti, fino a qualche settimana fa. Ora epicentro di un terremoto mediatico per le recenti indagini in corso.

Leggo quanto i giornali pubblicano, ascolto i tgr e rifletto su quanto sta accadendo al mio paese; osservo passerelle partitiche e fiaccolate con intenti risolutori e giustizialisti. Eppure, tematiche come quelle sollevate dal Caso Val D’Enza che riguardano bambini, genitorialità, sostegno alle famiglie, meritano pensieri profondi, misurati e rispettosi per tutte le persone coinvolte a vario titolo. In relazioni sistemiche pluriproblematiche tra soggetti si sviluppano equilibri fragili, delicati e complessi non ci sono angeli e demoni, ma piuttosto la faticosa quotidianità di chi vive in situazioni difficili e chi lavora per alleviarle. Un dibattito è necessario, ma con sguardi larghi e illuminati sulle difficoltà e sulle risorse delle famiglie oggi, sull’educazione in famiglia e nella scuola e sui “supporti sociali” che Famiglie e Scuola necessiterebbero. Per questo mi appello alla società civile, alla gente affinché ritrovi la forza e il piacere di ragionare con il cuore, il cervello e anche la pancia, ma solo in ultima istanza.


Anna Bertolini

Ormai il caso Bibbiano occupa tutte le prime pagine di giornali e social, con tutti i commenti e le calunnie usate ad arte da una politica da parti basse per fini elettorali. Purtroppo si tratta di una cosa grave; errore, dolo, truffa, qualunque sia stato il reato spetterà a giudici la verifica e le condanne esemplari ma un governo e ministri di rispetto dovrebbero interrogarsi su cosa non funziona nella materia se è stato possibile un obbrobrio del genere, e per prima cosa cercare di studiare come modificare o aggiornare le leggi in materia per evitare il ripetersi di cose del genere.

C’è chi sta cogliendo l'occasione in vista delle imminenti elezioni regionali, per gettare fango sugli avversari a fini politici, si denigra tutto un tessuto sociale che è sempre stato un esempio per tutti. Certamente nessuno è esente da errori e nemmeno gli eventuali reati dei singoli possono ricadere su chi si impegna al massimo nella propria professione, ma denigrare la popolazione e gli amministratori di questo territorio come sinistrorsi o rapitori di bambini , mi ricorda un tempo in cui chi avversava i comunisti andava dicendo che a Reggio mangiavano i bambini, veramente troppo. Quando si basa la lotta politica solo sullo sciacallaggio, non si fanno molti progressi, mi auguro che si faccia chiarezza per il bene di tutti, e chi ha sbagliato per incompetenza o ha commesso reati coscientemente venga punito. Spero che la politica sappia affrontare il problema in modo sereno e intervenire con regole adeguate introducendo i dovuti controlli, riconducendo così il tema sul giusto binario della serietà.

p.s.: alcuni artisti si sono espressi sul caso in modo distratto con frasi tipo “dobbiamo parlarne” ora, se non sbaglio vedo che il caso occupa da alcune settimane pagine intere di tutti i quotidiani, dove sarebbe l'esigenza di parlarne se è ormai l'unico tema del giorno?


Gianni Pecorari

Sul tema della gestione dell’infanzia nel contesto familiare emerso a Bibbiano, vengono denunciate le distorsioni, le perversioni che hanno prodotto l'indagine giudiziaria, senza verificare se l’ente di gestione, costituito dai Comuni della Val d’'Enza, il Consorzio, sia, adeguata per la sua natura alle funzioni assegnate. Il direttivo del consorzio composto dai sindaci ha assegnato le deleghe e la presidenza del consorzio.

I compiti di questa istituzione, che hanno un peso specifico, secondo le funzioni assegnate, si possono svolgere in modo compiuto, con la presa d'atto dei provvedimenti, attraverso l'approvazione dell'organo deliberativo? La gestione dei servizi alla persona può arenarsi di fronte alla relazione di specie del caso, senza che i rappresentati del consorzio, che assumono gli atti, siano a contatto delle funzioni con i riflessi prodotti dal caso?

Mi richiamo alle funzioni del sindaco e degli assessori definite dal Testo Unico degli Enti Locali che non possono non essere applicate anche nei Consorzi. Sul piano politico bisogna mettere le mani sull’esercizio delle funzioni, posto che le norme sono già presenti nel nostro ordinamento.


Silvio Minardi

Ho letto con grande interesse l'intervista allo psichiatra Paolo Crepet riguardante lo scandalo degli affidi. A tal proposito penso che, al di là del senso di repulsione per quanto successo, sia doveroso lasciare alla Magistratura l'accertamento delle gravissime responsabilità che ne emergeranno; contemporaneamente provo anche un profondo disgusto per i successivi ed altrettanto vergognosi episodi di sciacallaggio politico riguardanti questa amara vicenda, sciacallaggio che usa questo brutto episodio a scopi meramente elettorali . Ritornando alle opinioni espresse da Crepet, devo dire che le condivido appieno: il Tribunale dei Minori è cosa estremamente delicata ed affronta argomenti che richiedono particolari competenze. Qui non si tratta solo di applicare la legge, ma di comprendere e riflettere su situazioni particolarissime, di entrare nel vissuto intimo di una famiglia e successivamente prendere oculatamente le decisioni del caso. Crepet fa giustamente notare come i giudici non abbiano attualmente tali competenze, per cui si devono necessariamente affidare, spesso ad occhi chiusi, oltre che alle relazioni, evidentemente non sempre veritiere, di assistenti sociali, a pareri esterni, di esperti o sedicenti tali, che ne influenzano le successive decisioni. Io credo che questa triste vicenda parta proprio da qui: dalle crepe in cui si sono infilati personaggi senza scrupoli, pronti a far soldi sulla pelle di bambini indifesi e delle loro sfortunate famiglie. Occorre pertanto far ripartire questo particolare ramo della Magistratura basandosi non solo sulle necessarie cognizioni legali, ma, ampliando la personalità del Giudice, anche con adeguate nozioni di psicologia, aumentandone il bagaglio cognitivo.

Sarà inoltre utile fare in modo che siano garantiti reali accertamenti sull'ambito familiare per evitare che vengano descritte situazioni non rispondenti al vero, tali da sconvolgere il giudizio sulla famiglia d'origine.


Giuliano Giuliani

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