«Il fiume Po come comunità Parola d’ordine: sostenibilità»
A Piacenza l’assemblea plenaria del Mab Unesco “Po Grande”. Il segretario Meuccio Berselli: «In rete si migliora la qualità della vita»
Guastalla. Si è insediata venerdì a Piacenza – nel corso di un convegno che si è svolto a Palazzo Gotico – l’assemblea plenaria dei sindaci dell’area “Po Grande”, promossa ufficialmente a riserva dall’Unesco a Parigi circa un mese fa.
Presente anche una delegazione degli otto Comuni dell’Unione Bassa reggiana che aderiscono al progetto – Boretto, Brescello, Gualtieri, Guastalla, Luzzara, Novellara, Poviglio e Reggiolo – composta dal vicesindaco e dall’assessore di Guastalla Ivano Pavesi e Chiara Lanzoni e dalle sindache di Brescello e Novellara, Elena Benassi ed Elena Carletti.
I rappresentanti degli 85 Comuni coinvolti – suddivisi in otto province e tre regioni - si sono riuniti per tracciare le linee guida per la futura gestione e a tal proposito è stato stabilito che a settembre verranno eletti gli organi di governo che dovranno coordinare la programmazione e gli investimenti per lo sviluppo del territorio. Si tratterà di una governance leggera – così hanno deciso gli amministratori locali – ma che dovrà essere pronta ed efficace nel proporre progetti che possano sfruttare i vantaggi del riconoscimento ottenuto. Nel corso del convegno sono intervenuti diversi relatori, tra cui l’onorevole Guido Guidesi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, che ha chiesto agli amministratori «di lavorare ora al di là degli schieramenti, per l’interesse comune, con un marchio territoriale dove la gara da vincere è la sostenibilità, dove c’è anche evoluzione economica e tutela ambientale, perché l’iniziativa è nata con lo scopo di promuovere turismo e cultura, natura, ovvero una qualità di vita diversa, in un corretto rapporto con l’ambiente». «Dopo la proclamazione Unesco – ha aggiunto Meuccio Berselli, segretario generale dell’Autorità di bacino del fiume Po – inizia la fase operativa per una infrastruttura, il fiume Po, che non siamo stati capaci di valorizzare e collegare. Oggi dobbiamo, in questa nuova partenza, vedere il fiume come comunità, con una parola d’ordine, ovvero sostenibilità del territorio, puntando anche a coltivazioni che possano migliorare la qualità dell’aria e dell’acqua di un territorio molto antropizzato. Bisogna mettere in rete tanti diversi territori e creare uno sviluppo di turismo collegati ai paesaggi e alla nostra forte identità, al fine di migliorare la qualità di vita della nostra comunità».
L’ITER
L’iter burocratico del dossier “Po Grande” ha avuto un sostegno decisivo e fattivo da parte dei compagni di cammino verso l’ottenimento del riconoscimento a partire, tra gli altri, dalle Regioni Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Legambiente Emilia Romagna, università di Parma, Fondazione Collegio Europeo. Il Programma Mab (man and the biosphere) è stato avviato dall’Unesco negli anni Settanta allo scopo di migliorare il rapporto tra uomo e ambiente e ridurre la perdita di biodiversità. Il programma ha portato al riconoscimento, da parte dell’Unesco, delle riserve della biosfera, aree marine e terrestri che gli stati membri s’impegnano a gestire nell’ottica della conservazione delle risorse e dello sviluppo sostenibile, nel pieno coinvolgimento delle comunità locali.
Scopo della proclamazione delle riserve è promuovere e dimostrare una relazione equilibrata fra la comunità umana e gli ecosistemi, creare siti privilegiati per la ricerca, la formazione e l’educazione ambientale, oltre che poli di sperimentazione di politiche mirate di sviluppo e pianificazione territoriale. —
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