Il ristorante “Prater” ha festeggiato in piazza i primi 50 anni di attività
A dare il via all’avventura fu il patriarca della famiglia Luciano Tinterri, che aprì il bar collegato al bocciodromo diventato poi trattoria
Sant’Ilario. Il ristorante Prater ha segnato il traguardo di 50 anni di attività, e sabato 20 luglio ha fatto festa, in contemporanea con l’anniversario dello sbarco sulla Luna, nella piazza Mefa antistante il ristorante. Una serata di gran gala dedicata agli amici.
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Un lungo percorso iniziato nel 1969 dal patriarca della famiglia, Luciano Tinterri, con la gestione del bar e del bocciodromo in via Val d’Enza. Tinterri a 35 anni scelse di abbandonare l’attività di mezzadro e aprire il bar collegato al bocciodromo, con l’aiuto della moglie Franca. Il locale, per la comunanza con l’impianto sportivo, era un punto di riferimento per numerosi santilariesi e il lavoro non mancava anche perché, specialmente a mezzogiorno, vi si rivolgevano per uno spuntino, gruppi di operai e alla sera anche gli atleti di società sportive.
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È stato quasi spontaneo iniziare a preparare per loro piatti caldi in alternativa ai panini e in breve il locale si è trasformato in trattoria con cucina tradizionale. Ai fornelli vi erano la signora Franca e la figlia Marilena, ai tavoli il figlio Gianfranco e il papà Luciano. . Ottima cucina e ricerca della qualità caratterizzano da subito il locale e l’incremento costante del lavoro induce i gestori, alla scadenza contrattuale nel 1978, a una decisione sofferta: la scissione del ristorante dalla gestione del bar e dell’impianto sportivo che sono stati assunti dalla società della Bocciofila.
Nella cucina entrò poi a pieno titolo Gianfranco dopo avere frequentato corsi di specializzazione professionali e il 2 giugno 1982 per il capostipite Luciano Tinterri arriva la gradita sorpresa della nomina a Cavaliere al merito del lavoro con medaglia d’oro.
Alla fine degli anni Ottanta il rinnovo degli ambienti e un’innovazione alla cucina con piatti ricercati, mentre nel 1994 l’apertura del nuovo ristorante nell’attuale sede.
Il giro della clientela si allarga anche all’estero, perché le più importanti guide specializzate del settore evidenziano la cucina tradizionale con aspetti di ricerca e di attenzione alla stagionalità applicata al Prater. «Oltre ai tanti premi vinti con i nostri piatti nei concorsi abbiamo avuto anche il riconoscimento per la migliore carta dei vini dell’Emilia Romagna», aggiunge con orgoglio Gianfranco, che, per diletto, si occupa di un’acetaia di sei batterie. Una passione che gli ha meritato una medaglia d’oro fra i produttori dell’aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia e la nomina ad alfiere di zona per la Confraternita del settore, oltre ad essere consigliere dei sommelier di Reggio Emilia e della Federazione provinciale dei cuochi. Il ristorante punta ora ad un cambio generazionale: già dal 2013 vengono inseriti nella compagine sociale Andrea, figlio di Gianfranco, e Manuel, da prima apprendista e ora chef, con una grande passione per la cucina. —
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