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la polemica 

Luce su Bibbiano, sul web il boicottaggio all’agriturismo che ospita Forza Nuova

L’incontro con ospiti nazionali previsto per domani sera in un locale reggiano ha scatenato reazioni «Via da quel luogo»

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reggio emilia. “Luce su Bibbiano: bambini strappati, malaffare e lobby Lgbt”: questo il titolo di una iniziativa, organizzata da Forza Nuova, sulla vicenda di Bibbiano. E subito il web si è scatenato, con un coro di pollice verso ed un unico comun denominatore: «Boicottiamo quell’agriturismo».

L’appuntamento è per domani sera, dalle 20.30, all’agriturismo Il Bove di via Salimbene da Parma 115 a Sesso. «Invitiamo con piacere alla conferenza organizzata dall’associazione Evita Peron Reggio Emilia sullo scempio dell’inchiesta di Bibbiano “Angeli e demoni” che ha sconvolto l’Italia intera. Una vicenda intricata e oscura sulla quale i nostri relatori faranno chiarezza esprimendo anche punti di vista difficilmente udibili altrove», afferma Forza Nuova Reggio Emilia sui social.

La locandina della serata ha subito provocato l’ironia di Cosimo Pederzoli, attivista di sinistra. «Forza Nuova Reggio Emilia sa il fatto suo su Bibbiano mettendo in campo un’operazione verità spettacolare – ha scritto Pederzoli – Ecco chi smaschererà il malaffare e tutelerà i nostri bambini: Armando Manocchia, finto direttore di un finto giornale (ImolaOggi non è una testata registrata in tribunale e Manocchia non è iscritto a nessun albo dei giornalisti); l’onorevole Elisabetta Gardini, ex portavoce di Berlusconi». Non mancano riferimenti ai procedimenti che hanno visto coinvolto Berlusconi nei processi Ruby. E poi: «Lo psichiatra Adriano Segatori, noto fascista friulano, che definisce il comunismo «problema clinico talmente grave che rientra in quei disturbi che vengono considerati intrattabili». Gli altri due (Fiorenzo Consoli, Forza Nuova Bologna, e Mattia Piras, coordinatore regionale FN Emilia, ndr) non li cito nemmeno». Tra reazioni riferibili c’è chi ha parlato di «agrifascismo» e chi ha proposto di boicottare la location. Tra gli altri, Alberto Nicoli, presidente Arcigay Reggio Emilia: «Noto che si fa in un luogo che all’indomani delle unioni civili si era proposto con noi come locale gay friendly per cerimonie». —

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