Reggio si smarca sugli affidi e il Pd provinciale si spacca
Malumori dopo le frasi di Marchi che ha parlato di «un sistema opposto» Ma l’assessore chiarisce: «Mai voluto fare paragoni, dobbiamo essere uniti»
Quella di ieri è stata una giornata piuttosto rovente all’interno del Partito Democratico reggiano. A scatenare malumori e arrabbiature più o meno accentuate sono state le dichiarazioni dell’assessore Daniele Marchi, rilasciate lunedì in Sala Tricolore e poi pubblicate sui giornali il giorno successivo.
malumori
Marchi, rispondendo a due interrogazioni presentate dal forzista Claudio Bassi e dalla grillina Paola Soragni in merito ai fatti della Val d’Enza, ha infatti spiegato in quanto delegato al Welfare la situazione degli affidi e dei servizi sociali nel Comune capoluogo. Fin qui nulla di male, se non fosse che a far storcere il naso sono state un paio di frasi pronunciate dall’assessore in netto distacco rispetto al “metodo” Val d’Enza.
«La scelta del Comune in questi anni – ha dichiarato Marchi – è stata per certi aspetti di segno opposto a quella contestata sul caso Angeli e Demoni». Ribadendo poi che l’amministrazione «non intrattiene allo stato attuale rapporti con il Centro studi Hansel e Gretel».
Dichiarazioni che sono state vissute dai colleghi Pd della Val d’Enza come una presa di posizione contro le scelte amministrative compiute negli anni. Sindaci, ex sindaci e dirigenti hanno storto il naso, alzato il telefono e scritto messaggi più o meno di fuoco.
«nessun paragone»
A chiarire la vicenda è poi stato lo stesso assessore, che alla Gazzetta ha precisato come sia stato, in sostanza, tutto un malinteso. «Non ho fatto nessun confronto con la Val d’Enza – chiarisce Marchi – non mi permetterei mai e non era nemmeno richiesto nelle due interpellanze alle quali ho risposto in aula, e che partivano dall’inchiesta Angeli e Demoni. Ho semplicemente fatto una lunga disamina su quello che è stato fatto a Reggio in questi anni, raccontando dei dati».
Non solo. Nel ribadire che l’intenzione non era quella di «additare qualcuno», Marchi spiega che, anzi, «in questo momento particolarmente delicato amministratori e servizi della Val d’Enza vanno supportati, dobbiamo cogliere questa occasione terribile per fare sistema. Dobbiamo reagire a questo attacco a un’idea di comunità come quella reggiana ed emiliana che a una parte politica non sta bene».
Alla domanda se ieri abbia ricevuto telefonate da esponenti Pd della Val d’Enza per chiarimenti, Marchi risponde infine di «no, ma è mia intenzione chiamarli per costruire una reazione di riforma che riaffermi i valori che negli anni sono stati rappresentati, dalla Bassa alla Montagna, dai servizi sociali. Dobbiamo convocare gli state generali del Welfare provinciale? Facciamolo. Diciamo che non siamo come una certa strumentalizzazione ci descrive».
la difesa della iori
A difendere le parole dell’assessore, e a gettare acqua sul fuoco, è anche la massima rappresentante del welfare provinciale del Pd, la parlamentare Vanna Iori: «A ma pare che Marchi abbia correttamente descritto la situazione del capoluogo reggiano che, potendo usufruire anche di altri servizi di supporto quali ad esempio il Centro Famiglie, e strutture come i Poli territoriali, può seguire procedure non propriamente sovrapponibili ad altre realtà. La logica dell’investimento sulle famiglie è maturata nel corso di oltre un ventennio».
Tuttavia, prosegue la parlamentare, «diverso non significa mai esente da criticità, trattandosi di una materia delicatissima e multiforme. Marchi ha parlato di Reggio e non delle accuse che riguardano l’inchiesta in Val d’Enza su cui la magistratura deve fare luce e, se dovessero riscontrarsi abusi delle procedure, è giusto che chi ne è responsabile venga punito severamente. Ma su questo credo che tutti dovremmo aspettare il corso delle indagini evitando processi mediatici che potrebbero disincentivare l’affido».
Che, conclude la Iori, «utilizzato sempre come extrema ratio, rappresenta infatti uno strumento prezioso per creare, dove possibile, il rientro nel calore della famiglia naturale». —
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