Collura vince “La sai l’ultima?” «Un’esperienza bellissima»
Accoglienza trionfale per il “barzellettiere” campione del programma di Canale 5 «La difficoltà più grande è stata non usare il dialetto ma alla fine ce l’ho fatta»
Un reggiano imperatore della risata. È stato Willer Collura a trionfare a “La sai l’ultima?”, su Canale 5, al termine di una splendida cavalcata che ha visto il simpatico barzellettiere reggiano sconfiggere, in finale, davanti al conduttore Ezio Greggio e al giurato Gerry Scotti, il veterano Massimo Cozzolino. Il suo successo è stato celebrato martedì sera a Castelnovo Sotto, paese di cui è originaria la madre e dove ha vissuto, e ora il “moderno Giamburrasca” (dall’inconfondibile accento nostrano, ma siciliano d’origine) si gode il “magic moment”.
Collura, come nasce la sua avventura a “La sai l’ultima”?
«Sono stato contattato dalla redazione del programma via Messenger, hanno notato le tante barzellette presenti sul mio profilo Facebook e mi hanno fatto la proposta. Ho accettato di buon grado per mettermi alla prova e quasi senza accorgermene sono arrivato a partecipare a tutte e sei le puntate, gran finale compreso».
Com’è stato l’impatto con il mondo della televisione?
«La partenza non è stata delle più facili, perché sapevo che non potendo portare le barzellette in dialetto, sarei stato penalizzato. Così mi sono dovuto adattare e cambiare qualche parola, ma in tutta sincerità non mi aspettavo la vittoria, è stata un’esperienza fantastica che devo ancora, forse, realizzare del tutto».
Abituato al dialetto, come ha modificato il suo approccio alle barzellette?
«L’italiano era alla base del regolamento della trasmissione. Dunque, ho dovuto rivedere un po’ i testi ma la modifica più grossa è quella relativa all’accento: ho optato per quello romagnolo, più simpatico e più riconosciuto. I temi sono sempre stati gli stessi: quelle piccanti soprattutto, ma anche Pierino e gli anziani, mentre non tratto la politica. In una puntata, una mia barzelletta sui carabinieri, ha subìto un taglio in segno di rispetto nei confronti dell’Arma, dopo l’omicidio del vicebrigadiere a Roma, è stato un gesto doveroso».
E adesso cosa la aspetta?
«Ora vedremo cosa succederà, grazie a questo successo sono già state organizzate diverse serate alle quali parteciperò. Poi ci sono altre novità ma al momento non posso dire nulla. Cosa bolle in pentola? Speriamo che siano cappelletti... Uno degli appuntamenti più importanti sarà il 27 agosto a Olmo di Gattatico, in una serata con diversi partecipanti de “La sai l’ultima?”, Max dei Fichi d’India e Gianpaolo Cantoni».
Dopo questo successo la sua vita come è cambiata?
«Ho già ricevuto tante proposte a livello mediatico e ho affidato a persone di fiducia la gestione del mio sito internet e dei profili social. Aspetti sui quali non sono molto esperto».
A proposito, come si sta a cavallo tra due province storicamente rivali?
«Prendo a prestito una definizione che ho sentito qualche anno fa. I reggiani sono contadini dal cuore nobile, i parmigiani sono nobili dal cuore contadino. Credo che calzi a pennello per descrivere due province che storicamente non si amano. Dei parmigiani noi reggiani abbiamo sempre preso in giro la cosiddetta “grandeur”, una volta si diceva che avessero le banconote da 10mila lire più grosse delle nostre. Alla fine prendersi in giro è divertente, basta farlo con rispetto». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
