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tribunale dei minori 

Caso affidi, l’Unione della Val d'Enza chiede un incontro con il presidente Spadaro

Daniela Alui
Scarpette bianche deposte davanti al municipio di Bibbiano dopo le rivelazioni dell'inchiesta 'Angeli e demoni' relativa ad un presunto giro di affidi illeciti
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Scarpette bianche deposte davanti al municipio di Bibbiano dopo le rivelazioni dell'inchiesta 'Angeli e demoni' relativa ad un presunto giro di affidi illeciti

Intanto le opposizioni annunciano la richiesta di sospensione e licenziamento dell’assistente. Magnarelli reintegrata sul lavoro dal giudice

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BIBBIANO Si muovono velocemente le cose da parte dell’Unione Val d’Enza, che ha richiesto da parte un incontro tecnico con il presidente del tribunale dei Minori di Bologna, Giuseppe Spadaro.

Se ad oggi non c’è ancora una data precisa per l’incontro, intanto i i giudici del tribunale minorile hanno deciso in questi giorni il riesame di numerosi fascicoli. Il sindaco di Cavriago Francesca Bedogni, che ha le deleghe dei Servizi sociali per l’Unione, spiega: «Attendiamo indicazioni su alcuni aspetti di carattere organizzativo da condividere con il tribunale dei Minori. Siamo a disposizione per rendere questa fase il più efficace possibile nell’interesse delle famiglie coinvolte, se necessario anche attraverso un incontro».

Il riesame dei casi da parte del tribunale prosegue velocemente anche grazie alle dichiarazioni spontanee dell’assistente sociale Cinzia Magnarelli, indagata in Angeli e Demoni, che tramite l’avvocato Alessandro Conti ha ottenuto la revoca del provvedimento cautelare a suo carico, ovvero la sospensione per 6 mesi dal lavoro. Rientro che ha però suscitato numerose polemiche da parte delle opposizioni nei consigli comunali della Val d’Enza.

Nel prossimo consiglio dell’Unione infatti Lega, Fratelli d’Italia, Movimento 5 Stelle e diverse liste civiche porteranno all’ordine del giorno l’opportunità di avviare un procedimento disciplinare verso la Magnarelli, sino ad arrivare al licenziamento per giusta causa. «Considerato che la revoca della misura cautelare (divieto di esercitare le attività inerenti l’ufficio) pone l’Unione nella situazione di dover decidere se avviare o meno un procedimento disciplinare nei confronti della dipendente Cinzia Magnarelli – si legge nel documento – la quale diversamente verrebbe reintegrata in servizio, e ritenuto che la confessione dei reati di falso ideologico e frode processuale costituisca fatto molto grave e che tale confessione rappresenti, di per se stessa, giusta causa di licenziamento della dipendente, chiediamo che dopo l’opportuna verifica dei fatti e dei presupposti di legge in materia l’Unione avvii un procedimento disciplinare nei suoi confronti, volto al licenziamento per giusta causa della dipendente, con contestuale immediata sospensione dal servizio della medesima». —

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