Tolgono pezzi d’auto dal campo di un amico Rovesti e soci indagati
correggio. Indagati per gestione illecita di rifiuti speciali, non pericolosi. La notizia sta nel chi è finito nel registro “nero” del magistrato: il segretario della Lega di Correggio Riccardo Rovesti e due supporter Davide Menozzi e Paolo Lotti. La vicenda è di quelle bizzarre: Rovesti e amici hanno raccolto, nei giorni scorsi, in un appezzamento di terreno di Budrio, di proprietà – tra gli altri– della sorella dell’ex medico della Reggiana, ora della Correggese Enrico Ligabue, amico del coordinatore leghista, qualcosa come 14 paraurti e altri pezzi di auto che qualche incivile aveva pensato bene di abbandonare nella proprietà privata. «Abbiamo chiesto al Comune di farsene carico – racconta Rovesti – perché non ci sembrava giusto che lo smaltimento, sempre costoso, dovesse essere a carico (come prevede la legge, ndr)dei proprietari del terreno. Così, venerdì scorso, dopo una ventina di giorni, vista l’immobilità dell’Ente, abbiamo preso contatti con l’autodemolitore Giovannetti di Correggio, avvertendolo che avremmo portato presso di lui, il lunedì successivo, i pezzi di auto. Solo che non abbiamo fatto in tempo perché siamo finiti sotto indagine e i rifiuti sono stati sequestrati e lasciati presso una ditta di San Martino in Rio dove li avevano momentaneamente depositati». Il fatto è che i pezzi di auto sono catalogati sotto la voce “rifiuti speciali, non pericolosi” e per essere mossi, trasportati, smaltiti, hanno necessità di autorizzazioni. Che Rovesti e soci non avevano. La polizia municipale, una volta letto sui media, l’impresa dei tre leghisti non ha potuto non procedere, consegnando la documentazione in procura. La segnalazione dei rifiuti presso gli uffici della municipale, è stata fatta dai proprietari dell’area il 7 luglio scorso. L’8, avendo preso in carico la vicenda, gli agenti hanno fatto il sopralluogo con l’obiettivo – non di rimuovere il carico, perché non compete al Corpo – ma di capire chi e quando lo avesse abbandonato. Il 26 luglio, a dare la svolta, sono arrivate le camicie verdi.
«Non penso – dice Rovesti – che si tratti di uno sgambetto che il Comune abbia voluto fare all’opposizione per ragioni politiche. Di sicuro, però, la municipale è sempre molto attenta a ciò che noi legisti facciamo. C’è, però – conclude – una questione che i nostri avvocati sottoporranno al magistrato e che riguarda una sentenza della Cassazione, secondo la quale la gestione occasionale dei rifiuti, senza scopo di lucro, non rientra nella fattispecie del reato». Vedremo presto cosa succederà. —
C.O.
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