Minacce e spari alla ditta Dmc, arrestato Il 44enne lamenta un mancato pagamento
È successo mercoledì a Barco, in carcere Massimiliano Gaudiano: i carabinieri gli trovano la pistola (clandestina) a casa
Bibbiano. Uno sparo contro una ditta di carpenteria metallica, quando ancora all’interno c’erano i dipendenti in procinto di tornare a casa dopo aver finito di lavorare. L’episodio è accaduto mercoledì, verso le 19, alla Dmc, in via Nazario Sauro, a Barco. A sparare un uomo di 44 anni, Massimiliano Gaudiano, nato a Sassuolo (Modena), ma che vive nel Reggiano (è residente a Casalgrande ma domiciliato a Castellarano), che è arrivato davanti all’azienda lamentando un mancato pagamento. Ma il titolare a quell’ora non c’era più.
C’erano, invece, ancora gli operai che avevano appena finito il loro turno.
La ditta di Barco, nell’aprile del 2018, era stata oggetto di un blitz della polizia municipale della Val d’Enza e di uno stop dell’attività: sotto accusa erano finiti presunti illeciti nello smaltimento di rifiuti pericolosi. In seguito l’attività è ripresa.
Uno degli operai presenti mercoledì racconta: «Abbiamo visto quell’uomo venire vicino al portone cercando a voce alta il titolare. Più volte gli abbiamo spiegato che avevamo finito il turno e stavamo per andare via. Prima ha iniziato a offenderci e a minacciarci, poi a urlare: “Voglio che gli riferiate che vorrei i miei soldi. Sono qui per i miei soldi”».
Poi ha iniziato a dare in escandescenze tirando fuori una pistola e ha sparato al portone della ditta. «Io e i miei colleghi – prosegue il dipendente – a quel punto siamo scappati e ci siamo nascosti dietro un edificio. L’uomo ha messo in tasca la pistola ed è salito in macchina. Allora abbiamo allertato il 112 e i carabinieri sono arrivati subito».
I militari dell’Arma di Bibbiano hanno avviato le indagini e in poco tempo sono arrivati all’identificazione dell’uomo. Lo hanno raggiunto e fermato. Gaudiano, che ha la residenza a Casalgrande, di fatto, è però domiciliato a Castellarano.
I carabinieri pensano che dietro quanto successo ci siano motivazioni economiche legate a precedenti prestazioni lavorative svolte da Gaudiano per la ditta di Barco. I militari, infatti, hanno scavato nei precedenti rapporti di lavoro e avrebbero trovato un mancato pagamento da parte della Dmc.
L’arma utilizzata per sparare è stata recuperata. Era nell’appartamento del 44enne, dove i carabinieri lo hanno cercato. La pistola ha la matricola abrasa: si tratta dunque di un’arma clandestina, una Colt calibro 7.65. A casa di Gaudiano c’era anche un caricatore con ulteriori tre cartucce. Arma e munizioni sono state sequestrate e la pistola sarà ora sottoposta a prove balistiche per verificare che non sia stata usata per compiere altri reati.
Gaudiano ora è accusato di detenzione illegale di arma clandestina, esplosioni pericolose e minaccia aggravata. —
Da. Al.
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