Il Cai sistema i 1.250 chilometri di sentieri
Più di cinquanta soci della sezione reggiana del Club alpino hanno compiuto 107 interventi di manutenzione
L’Appennino reggiano non offre le attrattive turistiche delle Alpi, ma accoglie gli ecursionisti con una rete di sentieri che ha pochi termini di paragone in Italia per estensione, segnaletica accurata e frequente manutenzione.
È merito dei volontari del Cai se questi 1.250 chilometri di avventurosi e suggestivi percorsi, compresi quelli aperti recentemente in pianura, si presentano in condizioni di sicura agibilità per chi li affronta con un minimo di preparazione fisica e capacità di orientamento. Dall’inizio dell’anno più di cinquanta soci della sezione reggiana del Club alpino hanno compiuto 107 interventi di manutenzione dei sentieri per un totale di 330 giornate.
«Il nostro – spiega Elio Pelli, responsabile della Commissione Sentieri – è un lavoro molto impegnativo, che riguarda sia la quasi totalità della rete escursionistica dell’Appennino, dal crinale alla collina, sia diversi sentieri di pianura, alcuni recentissimi».
I volontari, molti dei quali hanno fatto appositi corsi, sono impegnati in primo luogo nel riverniciare la segnaletica orizzontale, costituita dai segni bianco-rossi e dai numeri dei sentieri tracciati sui sassi e sui tronchi. Inoltre devono posare le frecce segnaletiche, sostituire i cartelli della segnaletica verticale danneggiati o asportati, defrascare i percorsi, tagliare i rami che impediscono il passaggio ed effettuare piccole riparazioni al fondo dei tracciati.
Negli ultimi mesi, grazie ai volontari del Comitato Scientifico del Cai, sono stati posizionati anche 42 cartelli descrittivi degli aspetti più interessanti dei territori attraversati. Sono operazioni che richiedono un buon allenamento escursionistico.
«Molto spesso – sottolinea Pelli – dobbiamo fare diverse ore di cammino portando l’apposita attrezzatura e i pali. Personalmente mi ci dedicherò anche durante la vacanza che sto per trascorrere a Civago».
La sezione reggiana del Cai gestisce 1.170 chilometri di sentieri tramite convenzioni con il Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, con quasi tutti i Comuni appenninici e pedemontani, con Novellara, Reggiolo e Reggio Emilia, in collaborazione anche con i Comuni della Val d’Enza. Al suo lavoro si aggiunge quello della sezione del Cai di Castelnovo Monti e di associazioni locali, tra cui quella di Carpineti, per un totale di 1.250 chilometri di sentieri. «Quest’anno – precisa Pelli – è stata dedicata particolare attenzione ai sentieri Spallanzani, dei Ducati, 672, a quelli della valle del Tassobbio e del Tassaro, ma anche al Crinale, dove passa il sentiero Italia Cai, il cui percorso è stato recentemente inaugurato. Purtroppo negli ultimi due anni abbiamo subìto i danni del maltempo e quelli dovuti ad alcuni interventi di taglio dei boschi. Sarebbero utili maggiori controlli » . —
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