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Oltre 2.200 firme in poche ore per la distesa di Spiriti Allegri

C.O.
Oltre 2.200 firme in poche ore per la distesa di Spiriti Allegri

Il sindaco: «Avanti con la movida rispettando i diritti di tutti  Il centro vivo fa bene alla comunità, rifaremo la notte bianca»

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correggio. «Avanti con la “movida”, mediando tra le diverse esigenze dei cittadini che risiedono in centro storico, ma senza impedire a qualcuno di vivere la città». Più facile da dire che da mettere in pratica, ma è comunque il proponimento del sindaco Ilenia Malavasi all’indomani della petizione che i giovani della città hanno lanciato sulla piattaforma online Change.org. Raccolta di firme che ha raggiunto quota 2.200 e nella quale – prendendo spunto dall’obbligo di chiusura di giorno e di sera del dehors del cocktail bar Spiriti Allegri per evitare di recare disturbo a chi vive nel palazzo – invitano alla «mobilitazione per far emergere l’interesse allo sviluppo della vita nel centro di Correggio», chiedono «tolleranza» e invitano il sindaco a continuare «a promuovere eventi e iniziative che possano coinvolgere sempre più la città».

E il sindaco ben volentieri accetta l’invito. «Le tante firme della petizione – spiega Malavasi – mi hanno fatto riflettere. Si tratta di tanti correggesi, forse la maggioranza, che non si lamentano ma che, se interpellati, rispondono di gradire una città e un centro storico vivace e vivibile. Per questo motivo, anche in collaborazione con le associazioni di categoria dei commercianti e con i rappresentanti degli esercenti, che incontrerò nei prossimi giorni, si comincerà a pensare a quali iniziative fare nei prossimi mesi. Tra queste anche la notte bianca che è saltata per il maltempo».

Dunque, anche secondo il sindaco la “movida” non può essere messa al bando, soprattutto in centro storico e soprattutto d’estate. Da fare, naturalmente, con moderazione e cercando quante più mediazioni possibili. «Mi rendo perfettamente conto – dice Malavasi – della difficoltà di tenere assieme le esigenze diversissime che hanno coloro che vivono in centro e quanti invece lo frequentano in cerca di svago e divertimento. Si tratta, spesso, di necessità inconciliabili che però, con il buon senso, possono trovare un punto di mediazione in eventi sporadici, non organizzati, cioè tutte le sere e in una dose di pazienza da parte dei residenti. D’altronde gli spazi pubblici sono di tutti – conclude Malavasi – Tutti siamo stati giovani e un centro vissuto fa bene all’intera comunità». Non solo, però, perché l’attenzione dell’amministrazione è anche puntata verso quelle imprese gestite da giovani – che siano bar, pub o ristoranti – che in una città chiusa “per fare silenzio” stentano a sopravvivere. Come fa presente la petizione per Spiriti Allegri: «Che ha assistito a un calo di lavoro con ricadute sul personale assunto». —

C.O.

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