Per i viaggi lunghi l’italiano preferisce il navigatore al climatizzatore
REGGIO EMILIA. Si può forse fare a meno dell’aria condizionata, non del navigatore satellitare. Lo dicono nove italiani su dieci, stando allo studio compiuto dall’agenzia “In a Bottle” su un campione di 1.200 italiani tra i 24 e i 50 anni e un gruppo di venti esperti e nutrizionisti, in questo scorcio d’estate in cui si moltiplicano le partenze per i viaggi e le vacanze.
Viviamo in un’epoca in cui la geografia è quasi scomparsa dai programmi scolastici e l’espansione della giungla urbana mette a dura prova la capacità di orientamento degli automobilisti. Di conseguenza molti s’affidano alle istruzioni fornite automaticamente dal dispositivo elettronico ogni volta che percorrono itinerari diversi da quelli abituali. Può capitare di essere indirizzati, senza accorgersene, su strade più lunghe e trafficate o di subire una beffa come quella del conducente di scuolabus londinese, che doveva accompagnare gli alunnni a visitare il palazzo reale di Hampton Court e si trovò in una viuzza che ha lo stesso nome.
Inconvenienti che passano in secondo piano quando si parte per le vacanze avendo un’idea molto vaga del cammino da seguire per raggiungere la meta.
L’87% degli intervistati mette il navigatore in cima alle cose indispensabili per il viaggio, mentre il 79% dà la precedenza ad acqua e cibo e il 72% all’aria condizionata. La guida supertecnologica è ritenuta così preziosa «perché – lo dice il 37% del campione – indica la strada migliore da seguire in base alle proprie esigenze» o «perché – è il parere del 29% – segnala possibili incidenti o interruzioni di percorso» o, infine, «perché – lo dice il 22% – mette in guardia contro la presenza di autovelox e posti di blocco».
Sta di fatto che sette italiani su dieci si sentono preparati ad affrontare l’avventura vacanziera grazie anche al satellite, mentre il 32% parte con minore attrezzatura, pronto a fare i conti con l’imprevisto. Gli uni e gli altri temono soprattutto le code in autostrada (il 64%), il caldo eccessivo (il 55%), l’assillo della vigilanza sui bambini (49%) e sugli animali domestici (44%). Secondo gli esperti ci si deve concentrare in primo luogo sul modo migliore di contrastare la calura. Non basta, a loro avviso, accendere il condizionatore. «L’aria condizionata – spiega il biologo nutrizionista Mauro Favruzzo – aumenta la traspirazione e, quindi, la perdita dei nostri liquidi. Quando il condizionatore è in funzione la sudorazione non s’arresta, ma continua. Poiché il sudore si asciuga subito non ci accorgiamo della perdita di acqua. Consiglio che durante un viaggio in auto ogni passeggero consumi almeno un litro d’acqua ogni tre o quattro ore». —
L.S.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google