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Affidi, Carletti resta ai domiciliari La difesa: stravolta la realtà dei fatti

Enrico Lorenzo Tidona
Affidi, Carletti resta ai domiciliari La difesa: stravolta la realtà dei fatti

Il gip conferma accuse ed esigenze cautelari. Tarquini: «Faremo ricorso al Riesame e denunciamo chi lo minaccia»

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Andrea Carletti resta agli arresti domiciliari. La speranza di poter tornare un uomo libero è sfumata ieri mattina. Il giudice per le indagini preliminari di Reggio Emilia, Luca Ramponi, ha respinto infatti l’istanza di revoca degli arresti presentata sei giorni fa dalla difesa, confermando quindi per la seconda volta la misura al sindaco di Bibbiano.

Una decisione motivata dal giudice reggiano con un dispositivo che ribadisce l’esigenza cautelare per Carletti, deciso ora a ricorrere al tribunale del Riesame. La decisione del gip rientra nell’ambito dell’inchiesta “Angeli e Demoni” sul presunto giro di affidi illeciti dei bambini da parte dei Servizi sociali della Val d’Enza. Il difensore di Carletti, Giovanni Tarquini, aveva presentato una memoria difensiva per «chiarire» le contestazioni in cui sui chiedeva anche la revoca degli arresti domiciliari del sindaco – che non si è dimesso ma è sospeso dalla carica – tra i destinatari delle misure cautelari richieste dalla Procura di Reggio Emilia, che contesta al sindaco i reati di abuso d’ufficio e falso ideologico. Reati, aveva ricordato Tarquini, che hanno dei presupposti di natura amministrativa.

ACCUSE CONFERMATE

Nella memoria difensiva Tarquini aveva ribadito l’innocenza di Carletti, da oltre un mese rinchiuso tra le mura di casa. «Non si è fatto “abuso” dell’istituto dell’affido extrafamiliare per procurare profitto a qualcuno, perché ogni azione è stata condotta sulla base del rispetto delle normative specifiche del settore dei “Servizi Sociali per i minori”, normative che non sono state considerate dalla pubblica accusa», veniva riportato nella memoria, che in premessa ricostruiva «l’ambito in cui va necessariamente circoscritto il ruolo di sostegno e stimolo politico ricoperto con zelo e passione da Carletti Andrea».

Una premessa non presa in considerazione però dal gip, che si è soffermato sul presunto giro d’affari legato alle terapie, considerato illecito. La difesa del sindaco aveva giustificato il mancato ricorso all’affidamento tramite appalti dei servizi di psicoterapia in favore del centro torinese Hansel e Gretel, perché effettuato secondo le norme regionali della coprogettazione.

Il gip ha rilevato però che i corrispettivi pagati, secondo i documenti ora agli atti, non sono andati alla onlus Hansel e Gretel, bensì a una società di capitali, venendo meno ai vincoli posti dalla norma.

Non solo: il gip ha rilevato delle incongruenze tra le dichiarazioni nell’interrogatorio di garanzia di Carletti e quello di altri indagati.

DIFESA ALL’ATTACCO

Alla luce della conferma degli arresti, Tarquini parla di realtà stavolta e ingiustizie nei confronti del sindaco: «Sono stati del tutto ignorati gli elementi oggettivi illustrati e documentati in modo esaustivo ed articolato nella memoria difensiva a supporto della totale estraneità del mio assistito dai reati contestati e della richiesta di revoca della misura cautelare –scrive in un nota l’avvocato reggiano – C’è in questa vicenda un costante stravolgimento della realtà dei fatti e una palese confusione dei ruoli e delle competenze di amministratori e tecnici. Appare evidente un pregiudizio di fondo e una preoccupante mancanza di serenità che si riflette sul percorso dell’accertamento giudiziario e così anche su quest’ultima decisione». Parole pesate e dal tono grave: «Solo a titolo di esempio appare molto grave che sia stata utilizzata, tra le varie argomentazioni di rigetto, anche un “virgolettato” riportato su un quotidiano locale, considerato come una violazione del divieto di comunicazione; ciò senza nemmeno alcuna verifica della veridicità di tale circostanza, in realtà mai accaduta».

Un virgolettato pubblicato sulla Gazzetta, che riporta nello specifico una frase riferita dalla difesa di Carletti relativa all’intenzione del sindaco di non dimettersi, questione che potrebbe produrre effetti anche sulla revoca dei domiciliari. «È chiaro che a questo punto si procederà con fermezza, facendo uso dei rimedi giurisdizionali, dunque con un immediato ricorso al Tribunale del Riesame. Ribadisco la piena correttezza dell’operato del mio assistito che intende continuare ad affrontare quella che ritiene essere una grave ingiustizia ai suoi danni come ha sempre fatto fino ad ora, con grande dignità, a testa alta e con la schiena dritta, senza farsi intimorire nemmeno dalle continue e costanti offese e tantomeno dalle minacce, in relazione alle quali nei prossimi giorni verranno presentate le prime denunce, e senza mai perdere la totale fiducia nell’operato della Magistratura». —



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