Un esercito di 700 volontari alla kermesse di Villalunga
«Tante generazioni sono al lavoro insieme. Perdere il Comune alle elezioni? È stata una botta, ma noi “ultimi indiani” portiamo avanti valori importanti»
CASALGRANDE. Generazioni insieme, per lavorare e stare bene insieme. E per portare avanti dei valori importanti. A metà settimana è partita una delle più poderose e rodate macchine organizzative dell’estate reggiana: quella che anima la Festa di Villalunga al Parco Secchia di Casalgrande. Una manifestazione politica, festa regionale del Pd organizzata dal circolo locale, ma pure un momento di ritrovo e di riferimento per una zona popolosa e vivace come il distretto ceramico e i suoi due versanti, reggiano e modenese.
VENTESIMA E PRIMA
Quella 2019 è un’edizione particolare per tanti motivi che la differenziano dal passato. È la ventesima annata, traguardo non da poco. È anche la prima dopo la sconfitta elettorale che ha tolto al centrosinistra il Comune, governato ininterrottamente dal dopoguerra. E, in assenza di Festareggio, è la principale manifestazione politica estiva reggiana, sul piano numerico. Quello che non cambia, in uno scenario di continui mutamenti, è l’esercito di volontarie e volontari che le danno anima e forza. Una forza necessaria, per gestire oltre una decina fra ristoranti e bar, cinque spazi musicali e decine di iniziative in ogni serate, spalmate in quasi ventimila metri quadrati.
Dalla metà di luglio sono iniziate le grandi manovre che coinvolgono più di 700 persone, impegnate nei vari ruoli. In buona parte casalgrandesi, certo, ma non solo: alle storiche collaborazioni con Sassuolo, Castellarano e Scandiano, negli anni si sono aggregati anche gruppi di Rubiera e Reggio. Una rappresentanza corposa e inevitabilmente colorata, con età, esperienze e motivazioni molto differenti.
LE TESTIMONIANZE
Un bell’esempio è quello di Alda Iori, Andrea Grimaldi e Francesca Dallari. Alda, freschissima di pensione, è da sempre uno dei riferimenti della festa e del partito. Andrea, 19 anni, fa il volontario da quando ne aveva 11. Francesca, ventenne, ha iniziato anche lei giovanissima e oggi è una delle “guide” per la prossima generazione.
«Il principale motivo di orgoglio è proprio questo: ci sono tante generazioni che stanno insieme, si impegnano e hanno voglia di lavorare per dei valori», sottolinea fiera Alda.
«Qui puoi crescere, fai esperienze, ti crei amicizie. Quando ho iniziato, stavo con le persone che conoscevo. Adesso mi sono creato qui le mie relazioni, siamo qui prima a preparare, si lavora e poi si rimane insieme in compagnia; si condividono tante cose, con persone diverse, di generazioni diverse», aggiunge Andrea.
E il ricambio è costante: «Per fortuna i giovani non mancano, anzi. Ci sono persone molto brave, come Andrea e Francesca, che diventano riferimenti per altri; questo è un appuntamento importante per tutto il nostro territorio, è la festa del casalgrandese. Molti vengono ad aiutare perché tengono a questo», riflette sempre Alda. «Davvero un gran bell’aspetto, queste generazioni che fanno squadra e che lavorano insieme».
I VALORI
Una motivazione forte per andare avanti anche in un anno di amarezze elettorali: «Perdere il Comune vuol dire che neppure amministrare bene ormai conta davvero. È stata una botta, per certi versi; il dover iniziare subito ad occuparsi della festa ha aiutato, ma il dispiacere c’è ancora».
Pensieri condivisi anche da un gruppo di volontarie del bar de La Piazza. «Questo risultato elettorale ci è rimasto qui, è davvero un’amarezza pesante. Ma comunque non ci fermiamo e non ci importa molto delle critiche. Sui social alcuni ci scrivono che siamo gli ultimi indiani. Bene, noi saremo dei pellerossa ma andiamo avanti, abbiamo la forza e la volontà di farlo. Andiamo avanti uniti e per fortuna siamo in tanti a volerlo fare». Si torna quindi alla questione dei valori: «Certo che ci sono dei valori importanti da portare avanti, siamo qui per questo e non rinunciamo. Qui c’è un gruppo che vuole lavorare per il bene di tutti».
Parole che fanno eco con quelle di Andrea Grimaldi: «È ovvio che non è solo una festa, ci sono dei valori in cui crediamo e che sono una base comune». Una motivazione forte che porta a far girare, anno dopo anno e giorno dopo giorno, un ingranaggio non semplice da gestire.
«L’altra sera alcune persone di Bologna ci hanno fatto i complimenti, era la prima volta che venivano qui e non si aspettavano una festa di queste dimensioni, con queste proposte», sorride Alda. Benvenuti a Villalunga, allora. —
Adriano Arati
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