Cinque fendenti dopo la lite arrestato per tentato omicidio
In carcere un 49enne originario del Marocco, già denunciato dai carabinieri Ha aggredito il fratello di una coinquilina con la quale aveva avuto un diverbio
FABBRICO. Dopo una lite lo aveva raggiunto alle spalle, lo aveva preso per il collo e poi, usando un coltello con una lama di 13 centimetri, aveva cercato di colpirlo. Prima al fianco (colpo parato dalla vittima con il braccio) quindi alla nuca e alla gola; fendenti parati con il braccio sinistro. Almeno cinque pugnalate dirette a parti vitali che non sono andate a buon fine solo grazie alla reazione della vittima, messe a segno – secondo il magistrato – per cagionare la morte dell’uomo. Per questo motivo un marocchino di 49 anni, residente a Fabbrico, denunciato per gli stessi fatti dai carabinieri nei primi giorni di luglio, è finito in carcere con un provvedimento di custodia cautelare per tentato omicidio.
L’aggressione all’uomo è arrivata al culmine di una situazione di forte tensione con la sorella dell’aggredito, coinquilina 30enne dell’aggressore. Liti e dispetti erano all’ordine del giorno, e ogni volta che l’uomo andava a trovare la sorella finiva anche lui nel mirino.
La situazione è degenerata quando la donna è partita e il fratello ha intensificato le visite nell’appartamento. L’aggressione è avvenuta nei pressi del condominio. Dopo aver ferito l’uomo – che si è difeso e alla fine è riuscito a sfuggire alla presa – il marocchino è risalito in casa appoggiando il coltello sporco di sangue di fianco al lavabo di cucina, dove poi è stato recuperato e sequestrato dai carabinieri.
A conclusione delle indagini dei militari della stazione di Fabbrico, è risultato evidente, per la Procura, l'intenzione di cagionare la morte dell’aggredito. Per questi motivo il gip del Tribunale di Reggio Emilia ha emesso il provvedimento restrittivo su richiesta della Procura. —
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