«Siamo disperati per il rogo ma bisogna ripartire in fretta»
Parla la titolare della Safi, danneggiata da un incendio scoppiato venerdì notte Proseguono le indagini di carabinieri e vigili del fuoco per accertare le cause
Bibbiano. «Siamo disperati, siamo distrutti». Sono le parole di Evita Papotti, la titolare della ditta Safi di Bibbiano, nel cotile della quale, venerdì sera, è andata a fuoco – per cause che sono ancora in corso di accertamento – una catasta di oltre 400 bancali in legno.
L'incendio – che si è sviluppato intorno alle 23 nell’area esterna della ditta che ha sede a Corniano, nella zona industriale di Bibbiano – ha distrutto i pallet e ha danneggiato la tettoia sul cortile, situata accanto allo stabilimento, e una parte delle strutture interne. L’edificio è stato dichiarato inagibile.
Per tutta la notte hanno lottato contro il fuoco tre squadre dei vigili del fuoco; una task force notturna che ha lavorato fino alle 6 di sabato mattina.
Il giorno dopo è iniziata la conta dei danni e di quello che è rimasto in piedi dopo il disastro.
«Alle 22 di venerdì era tutto a posto – spiega la titolare –. Lo affermano i residenti che abitano di fronte alla Safi, in via Longo, e l’elettrauto che ha lavorato fino a tardi. Come è possibile che un’ora dopo sia scoppiato l’inferno? I testimoni – prosegue Evita Papotti – dicono che verso le 23 hanno iniziato a sentire degli scoppiettii, probabilmente dovuti al materiale che stava prendendo fuoco. Poi l’incendio è partito. È stata una corsa contro un inferno di fuoco che si stava allargando dal centro del cortile».
L’azienda Safi, che si occupa della produzione di pallet in legno, è attiva da 40 anni. Dopo la morte del marito, Evita Papotti ha preso le redine dell’azienda, che oggi gestisce assieme a suo figlio, Mirco Pomarelli.
Per accertare le cause del rogo, i vigili del fuoco e i carabinieri stanno indagando a 360 gradi, senza escludere alcuna pista, compreso l’atto doloso. Secondo le prime verifiche dei tecnici, a bruciare sono stati innanzitutto il legno e altro materiale stoccato nel magazzino. Ma serviranno altri sopralluoghi per capire con esattezza tipologia e quantità di materiali andati a fuoco.
Le fiamme, alimentate in particolare dal legno, hanno invaso il cortile esterno della ditta (quasi 200 metri quadrati) per poi svilupparsi anche all’interno del capannone.
«Siamo disperati – aggiunge la titolare –. Non avrei mai immaginato una cosa del genere. Adesso aspetteremo i tecnici, le valutazioni da parte dei vigili del fuoco e dei carabinieri, e poi speriamo di riuscire a entrare nella struttura prima possibile. Bisogna ripartire in qualche modo. Abbiamo gli operai, la produzione e soprattutto i clienti fedeli da anni che attendono la consegna degli ordini». Per ora la struttura interna di via Longo è dichiarata inagibile. —
Daniela Aliu
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