Botta e risposta sull’abolizione della Ztl e sulla riapertura di via Moro a senso unico
Vaccari: «Non hanno sentito i cittadini». Daviddi: «La decisione è stata presa contro la desertificazione del centro»
CASALGRANDE. Cinquanta metri che continuano a far discutere. La riapertura della zona a traffico limitato (Ztl) nel centro di Casalgrande, decisa dalla nuova amministrazione comunale, sta generando parecchie discussioni, sia a livello di politica che di abitanti.
Colpisce tanto interesse per una porzione – pur centrale – comunque ridotta, in un territorio di quasi ventimila abitanti che non gravitano certo esclusivamente attorno al capoluogo, ma anzi hanno riferimenti precisi anche nelle frazioni.
La settimana scorsa la Ztl in centro è sparita, sostituita da un senso unico che da piazza Martiri della Libertà imbocca via Aldo Moro sino alla piazza del teatro, accompagnato da un limite di sosta di mezz’ora.
LE CRITICHE DI VACCARI
Tante le reazioni, e fra queste quella dell’ex sindaco Alberto Vaccari, che risponde alle parole degli esponenti locali di Confcommercio sulla sua volontà di riaprire a propria volta la Ztl.
«Durante la campagna elettorale ho incontrato tutte le associazioni di categoria – spiega Alberto Vaccari – fra cui effettivamente la stessa Confcommercio, e fra le varie dinamiche del commercio locale si è parlato anche della discussa Ztl di via Moro».
A loro, spiega l’ex sindaco, «ho detto chiaramente quanto intendevo mettere nel programma, ossia una revisione complessiva della viabilità del centro (che comprendesse anche le vie Botte, Canale, Canaletto, Marx, Gramsci, Prampolini, Mazzini), e che le azioni sarebbero poi partite dopo un accordo con i privati proprietari degli immobili per arrivare ad una riqualificazione complessiva. Ho mostrato loro due vecchi studi per modifiche alla viabilità, nessuno dei quali corrisponde in pieno alla riapertura totale della Ztl così come è stata fatta adesso».
Il provvedimento, sottolinea Vaccari, è quindi una libera scelta della nuova amministrazione: «Cassinadri e Daviddi (anomatori della lista elettorale che ha vinto le recenti elezioni amministrative, con il secondo eletto sindaco, ndr) avevano promesso che avrebbero aperto un confronto con commercianti e cittadini per studiare se e come aprire la Ztl al traffico veicolare. Mi risulta che questo confronto sia avvenuto solo con alcuni commercianti, senza che i cittadini abbiano potuto dire la propria».
LA RISPOSTA DI DAVIDDI
La presa di posizione di Vaccari ha determinato la reazione del citato sindaco Giuseppe Daviddi e della lista che lo sostiene, Noi per Casalgrande.
«Uno degli argomenti ricorrenti degli ultimi anni è stata la desertificazione del centro di Casalgrande, processo che ha subito una accelerazione con la chiusura del breve tratto di via Aldo Moro su cui si affacciano gli esercizi commerciali», sostiene il primo cittadino.
«Preso atto di questa situazione, abbiamo deciso che un argomento così sentito non potesse rimanere colpevolmente inascoltato, come è successo negli ultimi cinque anni, e abbiamo quindi fatto svariati incontri con cittadini e associazioni di commercianti, a seguito dei quali abbiamo deciso di inserire nel nostro programma il punto della riapertura in via sperimentale del centro, per verificare se si poteva invertire la tendenza rispetto alla desolante situazione rilevata», rivendica Daviddi.
Il rischio era quello di «un ulteriore esodo dei pochi esercizi commerciali attivi, oltre ad essere nell’impossibilità di stimolare una riqualificazione degli immobili degradati del centro a fronte di una domanda assente».
EVIDENZA NEGATA
Gli altri componenti di Noi per Casalgrande citano invece gli studi presentati da Vaccari durante l’incontro citato, con due possibili opzioni valutate. «Davvero una riapertura per l’85% della via Aldo Moro significa non aver aperto la Ztl? Davvero si pensa di poter giocare con le parole per negare una evidenza che emerge dagli elaborati e dalle testimonianze dei presenti all’incontro?», è la domanda retorica. Vista la posizione negativa del Pd – di cui Alberto Vaccari fa parte – alla riapertura, arriva poi un’altra questione: «Il Pd era al corrente di questa scelta?». —
Adriano Arati
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