Divieto di dimora per i due marocchini Firma per i tunisini
reggio emilia. Prima il rimbrotto a Nabil Jouida, perché annuiva mentre un poliziotto deponeva. «Cosa annuisce lei, che ha fornito una versione completamente opposta?». Poi il giudice ha redarguito tutti gli imputati. «Siamo persone intelligenti e non abbiamo tutto il giorno a disposizione».
Nell’udienza di convalida svoltasi ieri in tribunale, i tre arrestati per rissa aggravata (il quarto è all’ospedale) hanno risposto alle domande negando ogni addebito. Tesi fotocopia infarcite di «non so», «passavo di lì per caso», «non c’entro nulla», mentre – almeno i due marocchini filmati – si sarebbero “buttati” nel parapiglia con convinzione. Il pm onorario ha chiesto i domiciliari per tutti, facendo leva sulla pericolosità sociale e sul pericolo di reiterazione. A fare la differenza, sull’esito, è stato il pregresso dei singoli. I due tunisini, regolari e con un unico precedente per furto di bici, hanno l’obbligo di firma tre volte a settimana. Per i due marocchini, pregiudicati e irregolari, il giudice ha disposto l’obbligo di dimora che, quando i due hanno dichiarato di non avere un alloggio, si è trasformato in divieto di dimora in provincia e il nulla osta per l’espulsione dall’Italia. Udienza rinviata al 24 settembre. —
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