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i residenti 

«In dodici prendevano i vetri dalla campana»

Am.P.
«In dodici prendevano i vetri dalla campana»

Tanti cittadini affacciati alle finestre hanno allertato il 113 «Con il video sul cellulare gli agenti li hanno riconosciuti»

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reggio emilia. «Volavano le bottiglie di birra, sia vuote sia piene. I due gruppi se le lanciavano contro, sull’asfalto era pieno di vetri». Massimiliano Zoni, 50 anni, residente in via Bell’Aria 36/a (il palazzo ristrutturato all’angolo dove sono posizionate le telecamere), ieri mattina stava ancora spazzando i cocci davanti a casa. È stato lui, insieme ad altri, ad allertare la polizia domenica sera. «Noi residenti siamo stanchi, per usare un eufemismo. Abito qui da cinque anni e ho assistito almeno ad una ventina di risse, anche se non così violente – ha proseguito Zoni – Accanto ai cassonetti, c’è sempre un capannello di ubriachi che stazionano con le bottiglie in mano: “carburano” qui, di fronte a casa mia. Le facce sono sempre le stesse, così come i punti dove bivaccano: dal fondo di via Bell’Aria, verso via Nobili, all’angolo con piazzetta del Popol Giost fino al parco Santa Maria. Un andirivieni continuo. Del resto, finché esiste un supermarket (l’alimentare di via Roma di fronte all’edicola-cartoleria) che distribuisce alcol tutta notte, è difficile che la situazione migliori».

Parecchie persone residenti in via Bell’Aria hanno assistito all’accaduto dalle finestre delle palazzine situate sopra il negozio Alimentari Sujans, che ha chiuso appena in tempo, alle 21.30. Una donna di 69 anni ha raccontato: «A quell’ora ero in cucina, che dà sulla strada. Ho sentito delle grida, non in italiano, e quando mi sono affacciata ho visto che prelevavano le “munizioni” dalla campana del vetro e lanciavano le bottiglie. Un’auto, che svoltava da via Roma in via Bell’Aria, ha fatto dietrofront. Io e le ragazze che abitano di fianco siamo scese quando è arrivata la polizia, pronte a riferire. Gli agenti, però, non ci hanno nemmeno interpellato: avevano il cellulare in mano e da lì guardavano le immagini delle telecamere. Quando hanno fermato un magrebino, dal fisico robusto, lui ha protestato: “Non sono stato io, non c’entro niente”. “No, questo sei tu”, ha risposto un poliziotto mostrando le immagini sullo schermo. E lo hanno portato via. La polizia è stata bravissima, ci tengo a sottolinearlo».

Secondo la 69enne «subito abbiamo pensato che fossero ubriachi, ma pare che si sia trattata di una vendetta legata allo spaccio di droga. I coinvolti sono stranieri noti, che bazzicano spesso in via Roma».

«È la seconda rissa nel giro di una settimana – fa eco il titolare dell’hotel City Luca Lolli, 42 anni – Tre o quattro giorni fa, in via Roma vicino alla piazzetta del Popol Giost, sono intervenuti carabinieri e polizia per un’altra rissa, che ha suscitato meno scalpore solo perché era l’una di notte».

Tra i clienti dell’hotel affacciatisi alle finestre c’era Germano Husovic, 22 anni, che ha raccontato: «Ho guardato quando ho sentito le sirene dell’ambulanza. C’era un magrebino mingherlino che perdeva parecchio sangue dalla testa: prima ha barcollato davanti al supermarket, poi è tornato indietro di fronte al negozio dell’elettricista, dove è stato raggiunto dai saniari». —

Am.P.

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