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Maxi rissa: romeni contro magrebini In centro bottigliate, pugni e bastoni

Ambra Prati
Maxi rissa: romeni contro magrebini In centro bottigliate, pugni e bastoni

Coinvolti nella lotta una dozzina di stranieri. I sei comunitari sono fuggiti. Due tunisini e due marocchini sono stati arrestati

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Si sono affrontati a suon di calci, pugni, bottiglie rotte e – a quanto pare osservando le immagini delle telecamere, visto che non sono stati rinvenuti sul posto – bastoni. Una maxi rissa, all’angolo tra via Bell’Aria e via Roma, ha seminato il panico tra i residenti che, terrorizzati e affacciati alle finestre, hanno tempestato di chiamate il 113. A fronteggiarsi, per motivi da chiarire, due gruppi: da una parte dei romeni, dall’altra marocchini e tunisini. In totale oltre una decina di stranieri sono stati coinvolti nella battaglia urbana, che ha lasciato sul posto due feriti, uno dei quali in gravi condizioni.

Quattro i protagonisti del violento scontro che sono stati rintracciati sul posto dalla polizia, tutti arrestati – grazie alle telecamere – per il reato di rissa aggravata.

Si tratta dei fratelli tunisini Nabil Jouida, 43 anni, e Moez Jouida, 43 anni, e dei due marocchini Abdellahdi Jamal, 19 anni, e Ayoub Riala, 30 anni, entrambi irregolari e con precedenti di polizia.

Non è la prima volta che via Roma diventa teatro di scontri tra etnìe diverse. Stavolta però è accaduto in un orario in cui diversi cittadini, che passavano per strada in bicicletta o a piedi, si sono trovati in mezzo ad un lancio incontrollato di bottiglie. Tra questi un padre arabo con la figlioletta, che allarmato ha subito cambiato direzione.

Erano le 21.50 di domenica sera quando sei romeni, posizionati in via Bell’Aria accanto ai cassonetti della spazzatura, hanno iniziato animatamente a discutere con altrettanti magrebini. Un contrasto all’inizio verbale, ben presto degenerato: dalle urla si è passati alle mani. È scoppiato il combattimento: da una parte i corpulenti romeni, dall’altra parte i magrebini, che si sono difesi “armati” soprattutto di bottiglie di birra spaccate o lanciate contro gli avversari. Il corpo a corpo si è rapidamente spostato prima nella piazzetta poi lungo via Roma in direzione della via Emilia.

L’azione violenta è durata una manciata di minuti: quando, in seguito all’allarme lanciato, si sono udite le sirene della polizia di Stato, si è verificato un fuggi fuggi generale, con i romeni che si sono dileguati. All’arrivo di tre pattuglie della Squadra Volanti, sul posto sono rimasti i due feriti tunisini: Nabil, atterrato da un pugno, si è rialzato da solo, mentre il fratello Moez era accasciato davanti al negozio di alimentari aperto tutta notte, con una profonda ferita da taglio in testa. È stato richiesto l’intervento dell’ambulanza, con i sanitari della Croce Rossa e dell’automedica che hanno prestato soccorso ai fratelli feriti, entrambi trasportati al pronto soccorso. Nabil, che ha rimediato escoriazioni al collo, è stato dimesso poco dopo, mentre Moez è stato ricoverato in Obi (osservazione breve e intensiva): ha riportato la frattura di ossa craniche, un trauma toracico e diverse costole rotte, perciò la convalescenza sarà lunga, sebbene sia fuori pericolo.

La lotta è stata filmata dal sistema di videosorveglianza della zona, in particolare dalle due telecamere poste all’angolo di via Bell’Aria, puntate proprio sulla piazzetta del Popol Giost. Grazie alle immagini video, visionate in tempo reale dalla questura, gli agenti hanno “riconosciuto” i due tunisini e i due marocchini (questi ultimi, rintracciati nelle vicinanze) come coinvolti nella rissa e – tranne il ricoverato – sono tutti stati accompagnati in questura e dichiarati in arresto. In particolare il marocchino Ayoub Riala, che secondo i poliziotti ha iniziato a opporre resistenza quando è stato fatto salire in auto, una volta in via Dante ha dato in escandescenze: ha preso a calci un mobile e ha sferrato un pugno contro il muro in cartongesso, lasciando una “impronta” di 8 centimetri.

Perciò Riala – che ha passato la nottata nelle camere di sicurezza della questura, insieme agli altri due – è stato accusato anche di resistenza a pubblico ufficiale e di danneggiamento aggravato ai danni dello Stato. Si indaga sul motivo dello scontro: parrebbero futili motivi tra persone alticce, ma non si esclude un regolamento di conti legato allo spaccio. —



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