Per Carletti ora c’è lo scoglio del Riesame
Il gip conferma i domiciliari bollando come menzogne le dichiarazioni del sindaco al quale giunge la solidarietà del Pd di Bibbiano
«Menzogne in incidente probatorio». Il giudice bolla così alcune dichiarazioni rese in interrogatorio il 3 luglio scorso da Andrea Carletti. Una bollatura da parte del gip, Luca Ramponi, che l’ha inserita nelle motivazioni di pochi giorni fa e che hanno portato al respingimento della richiesta di revoca degli arresti domiciliari per il primo cittadino di Bibbiano. Ora, come annunciato, il sindaco tenterà la strada del Riesame, ricorso sul quale sta già lavorando l’avvocato Giovanni Tarquini, accanto a Carletti nella lunga battaglia giudiziaria per difenderlo dalle accuse di abuso d’ufficio e falso ideologico contestati nell’inchiesta sui presunti affidi illeciti “Angeli e Demoni”. Il tribunale della libertà, al quale si rivolgerà quindi Carletti, dovrà valutare il caso dopo il doppio respingimento del gip Ramponi, che aveva firmato anche l’ordinanza d’arresto. Certo è, come ribadito più volte, che l’attenuazione del rischio di condizionare eventualmente il contesto, potrebbe giungere dalle dimissioni dalla carica da parte di Carletti. Tutti risvolti in ipotesi, anche perché lo stesso gip reggiano non ha considerato idonea ai fini della scarcerazione la sospensione dalla carica di sindaco da parte del prefetto di Reggio con l’arresto. Aveva anche escluso attenuazioni dal cambio eventuale di delega in capo all’unione della Val d’Enza, per la quale Carletti è delegato al servizio sociale.
Intanto giungono altre manifestazioni di solidarietà al sindaco. A farlo è stato ieri Stefano Marazzi, segretario del Pd di Bibbiano: «Sul filo del rasoio, ma non posso lasciar passare questa giornata senza mandarti un pensiero. È inutile e superfluo dire che ci abbiamo sperato con tutti noi stessi. Abbiamo vissuto questa attesa con l’ansia di chi prova un grande senso di ingiustizia e non attende altro che questa situazione assurda finisca. Purtroppo però non è così. Ancora oggi, per l’ennesima volta, le notizie che ci giungono non ci danno sollievo. Dobbiamo ancora attendere per riabbracciarti. Ma siamo ancora qui, al tuo fianco, come e più di prima! Tieni duro, Andre, non mollare! La tua comunità rimane saldamente al tuo fianco e aspetta il tuo ritorno». —
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