Rexnord, dipendenti in attesa della lettera di licenziamento
Trattative in corso per una buonuscita in cambio della rinuncia alle azioni legali Morelli della Filctem Cgil: «Si tratta di 15 lavoratori tutti lontani dalla pensione»
CORREGGIO. La rsu (rappresentanza sindacale unitaria) della Rexnord Flattop Europe Srl, sostenuta dalla Filctem Cgil, chiusa la fase di mobilità decretata dall’azienda correggese di via dell’Industria 4, sta solo aspettando che i 15 lavoratori dichiarati in esubero ricevano la lettera di licenziamento. Dopodiché il sindacato verificherà quanti di loro vorranno impugnare il provvedimento ed intentare una causa.
La direzione aziendale, nel frattempo, proprio per evitare problemi legali e spese di avvocati sta cercando di trattare coi lavoratori allo scopo di convincerli ad accettare una buonuscita, con l’impegno a non ricorrere alle vie legali come era avvenuto nell’ottobre del 2017, quando una impiegata amministrativa, dipendente da 30 anni, aprì una vertenza legale che dimostrò l’infondatezza dei motivi che avevano portato l’azienda a decidere il licenziamento, pertanto la lavoratrice venne reintegrata.
La Rexnord è una multinazionale americana che occupa, a Correggio, 174 lavoratori. Non ha mai avuto problemi economici, ma i 15 licenziamenti fanno ormai parte di quel meccanismo adottato da grandi gruppi industriali per mantenere buoni ricavi e diminuire i costi. L’azienda ha motivato i licenziamenti con la predisposizione di un processo di riorganizzazione del gruppo che vedrebbe decentrate diverse funzioni nello stabilimento olandese. L’ultimo bilancio depositato da Rexnord nel registro delle imprese nel 2018 riporta un range di fatturato al di sopra dei 30 milioni di euro con un utile netto di quasi 3.800.000. Tra l’altro, il fatturato 2018 è aumentato del 14.3% rispetto a 2016.
Per Erika Morelli della Filctem Cgil «è inaccettabile l’indisponibilita dell’azienda a prevedere strumenti alternativi ai licenziamenti, tra i quali l’uso di ammortizzatori sociali previsti dalle norme di legge che permetterebbero di evitare, o quantomeno ridurre, l’impatto sociale, ancora di più in un sito come quello di Correggio, che negli ultimi anni ha ottenuto importanti risultati in termini di performance e bilanci sempre in attivo con utili milionari».
Il 9 luglio scorso i lavoratori erano scesi in sciopero con presidio davanti all’azienda, che però si è dimostrata irremovibile. La Filctem Cgil ora attende il bilancio 2019 «per dimostrare ancora una volta – dicono dal sindacato – che l’azienda non aveva alcun bisogno di lasciare a casa 15 lavoratori, tutti con un’anzianità aziendale di circa 10-15 anni, di età compresa tra i 35 e 50 anni, quindi ancora lontani dalla pensione. Un’operazione, tra l’altro che potrebbe avere pericolosi precedenti e che può ripetersi ogni qualvolta il gruppo Rexnord registrerà, nel corso della sua attività, piccoli cali di ordini che poi rischia di compensare ridimensionando la forza lavoro». —
M.P.
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