Coltellate al fratello della vicina l’aggressore non risponde al giudice
FABBRICO. Non ha risposto alle domande del giudice sull’accusa di tentato omicidio, avvalendosi della facoltà di non rispondere. Il marocchino di 49 anni, residente a Fabbrico, resterà quindi in carcere dopo l’esecuzione del provvedimento di custodia cautelare giunto dopo la denuncia a piede libero. Difeso dall’avvocato Michele Gatti, l’indagato è stato protagonista di una lite, durante la quale aveva raggiunto alle spalle il fratello di una sua vicina, lo aveva preso per il collo e poi, usando un coltello con una lama di 13 centimetri, aveva cercato di colpirlo. Prima al fianco (colpo parato dalla vittima con il braccio) quindi alla nuca e alla gola; fendenti parati con il braccio sinistro. Almeno cinque pugnalate dirette a parti vitali che non sono andate a buon fine solo grazie alla reazione della vittima, messe a segno – secondo il magistrato – per cagionare la morte dell’uomo. La violenta aggressione è avvenuta nei primi giorni di luglio. L’uomo è quindi finito in carcere circa un mese dopo, con un provvedimento di custodia cautelare per tentato omicidio. L’aggressione all’uomo è arrivata al culmine di una situazione di forte tensione con la sorella dell’aggredito, coinquilina 30enne dell’aggressore. —
E.L.T.
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