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via elmore davoli 

Fa finta di urinare per derubare barista

Am.P.
Fa finta di urinare per derubare barista

Il malvivente ha pedinato la titolare fin nel cortile di casa La fuga con il borsello dell’incasso di tre giorni: 4 mila euro

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reggio emilia. Ha finto di urinare in strada, in attesa di entrare in azione e rubare dall’auto il borsello della barista, contenente ben 4mila euro: l’incasso dei due locali dei quali la donna è titolare.

All’una della scorsa notte la barista di 35 anni, nata in Moldavia, è rientrata a casa dopo una dura giornata di lavoro. Arrivata in via Velmore Davoli, nel quartiere di Buco del Signore, la 35enne ha parcheggiato la sua Audi Q3 grigia nel cortile, lasciando borsetta e borsello sul lato passeggero.

Mentre la proprietaria era intenta ad accudire i propri cani, ha notato dietro alla curva della strada, a quell’ora deserta, un uomo che pareva intento ad espletare bisogni fisiologici. In realtà si trattava, come è parso evidente in seguito, di un malvivente che ha pedinato la titolare dal lavoro fino all’abitazione; la osservava aspettando il momento propizio per entrare in azione e, quando la donna si è voltata, per non dare nell’occhio il ladro ha pensato bene di simulare un bisogno impellente.

Quando la proprietaria si è spostata all’interno del cortile, lo sconosciuto ha agito in modo fulmineo: è entrato di corsa, ha aperto la portiera dell’auto, ha arraffato lo zaino e il borsello contenente l’incasso dei due bar, infine si è dileguato. La derubata, a pochi metri di distanza, non ha potuto far altro che assistere alla fuga del malvivente, salito a bordo di un’Audi grigia, si presume condotta da un complice, sgommata via a tutta velocità.

La vittima ha subito allertato il 113, raccontando l’accaduto ai poliziotti della Squadra Volanti. Gli agenti, intervenuti per un furto su auto, hanno compreso ben presto che si è trattato di un colpo pianificato. Nello zaino, di colore nero marca Piquadro, c’erano gli effetti personali e i documenti d’identità della 35enne, ma anche le chiavi dei due bar; perciò la donna dovrà pure sostituire le serrature dei locali.

Nel borsello invece c’era l’incasso totalizzato dai due bar negli ultimi tre giorni, volatilizzatosi in pochi secondi. La 35enne è stata in grado di fornire una descrizione del malvivente: pantaloncini chiari, maglia scura, berretto da baseball scuro calato sul volto. I poliziotti hanno perlustrato la zona a caccia dell’Audi A3. Un testimone ha riferito di aver visto quel modello percorrere a velocità sostenuta via Martiri da Cervarolo in direzione di via del Partigiano, ma non è stato in grado di annotare la targa dei veicolo e in quella zona il sistema di videosorveglianza è carente.

A quel punto i poliziotti hanno tentato di localizzare i responsabili tramite l’I-phone 6 della vittima, lasciato dentro lo zaino: la geolocalizzazione tramite la App ha indicato la presenza del cellulare nella rotatoria tra via Città di Cutro, via Martiri di Piazza Tien-An-Men e via dei Trattati di Roma, verso i ponti di Calatrava. L’indizio, tuttavia, si è rivelato un vicolo cieco. Battendo l’area palmo a palmo con le torce, alle 2 i poliziotti hanno trovato il cellulare di colore bianco, ma solo quello: gli accorti malviventi si sono sbarazzati del telefonino in corsa gettandolo, dal finestrino, in una scarpata.

Il telefonino recuperato è stato affidato agli esperti della polizia scientifica, che lo analizzeranno alla ricerca di eventuali impronte. —

Am.P.

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