La finanza studia Reggio Emilia per nuove quotazioni in Borsa
Focus sull’Aim dopo gli sbarchi di Cellularline, Comer Industries e Vimi Fastener Lambiase (Ir Top): «Qui tante aziende con il potenziale giusto per Piazza Affari»
REGGIO EMILIA. «L’Aim con una raccolta complessiva di 4,5 miliardi di euro, rappresenta da 10 anni un mercato azionario di grande supporto per i progetti di sviluppo delle imprese italiane». A tratteggiare lo scenario della raccolta del capitale di rischio più in voga tra le piccole e medie imprese, è Anna Lambiase, fondatore e amministratore delegato di Ir Top Consulting, società di consulenza specializzatane nella quotazione in Borsa e l’apertura del capitale a investitori istituzionali. La società ha redatto il consueto rapporto sul mercato Aim, quello dedicato allo sbarco in Borsa della piccole e medie imprese italiane, dove brilla Reggio Emilia. Il 13% delle società quotate nell’Aim proviene infatti dall’Emilia Romagna, per un giro d’affari di 1,5 miliardi di euro (25% del mercato), seconda per capitalizzazione di mercato (1,4 miliardi di euro, pari al 20%) dopo la Lombardia, con capitali raccolti in Ipo pari a 235 milioni di euro. L’azienda Aim Italia emiliana è prevalentemente attiva nei settori industria e tecnologia (81%), presenta una crescita media dei ricavi nel 2018 pari al +52% (+30% la media del mercato) e una marginalità (19%) superiore alla media Aim (13%).
Tra le reggiane c’è la Comer Industries di Reggiolo, leader mondiale nella progettazione e produzione di sistemi per la trasmissione di potenza in ambito agricolo, industriale ed energia. Un caso emblematico del successo nella meccanica sul quale si sono rivolte ora le attenzioni anche della comunità finanziaria, decisa a investire sull’internazionalizzazione dell’azienda guidata da Matteo Storchi. Comer ha chiuso il 21018 con un fatturato di 379 milioni, una crescita dei ricavi e un ebitda del 10%. Una performance industriale che avvalora la quotazione avvenuta il marzo del 2019 con una raccolta di 30 milioni di euro, finita a sostegno dell’ambizioso piano industriale.
Nel report c’è poi in evidenza la Vimi Fasteners di Novellara, sempre legata alla famiglia Storchi ma guidata dai fratelli Fabio e Aimone. Un’azienda che produce i bulloni del futuro e che ha chiuso il 2018 con ricavi per 52 milioni di euro e un ebitda 2018 all’11%. Numeri che portano sostanza alla quotazione avvenuta nel febbraio 2018 con una raccolta in Ipo di 12 milioni di euro. Un altro caso emblematico è quello della reggiana Cellularline, che aveva debuttato sull’Aim venendo promossa nelle scorse settimane nel più grande mercato di Borsa denominato Star.
Un percorso che sembra aver dato i frutti sperati nella combinazione tra industria e finanza. «Considerando l’elevato numero di Pmi non ancora quotate, sempre più imprenditori potranno valutare l’opzione della quotazione come fonte alternativa per la raccolta di capitale beneficiando di significativi ritorni» conclude Lambiase. —
Enrico Lorenzo Tidona
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google