Manovre nel centrodestra per potersi ricompattare
I consiglieri Santoro e Zanni incassano l’appoggio di Elena Diacci e Fabio Ferrari «Abbiamo perso mille voti, andati a Nasciuti. Ora pensiamo alle nuove elezioni»
SCANDIANO. Prove tecniche per un nuovo centrodestra dopo «essere stati lasciati soli alle elezioni»? Non ha ritmi agostani la politica scandianese, animata da continui movimenti. Angelo Santoro e Alessandro Zanni – i due consiglieri rimasti nel gruppo originario di centrodestra Scandiano Unita dopo l’uscita di Alessandro Nironi Ferraroni e Davide Beltrami – avviano un nuovo percorso che rimette in pista storici protagonisti del centrodestra locale. Ieri lo hanno illustrato in compagnia di Elena Diacci, a lungo referente di Forza Italia e oggi in Fratelli d’Italia, e con l’ex leghista Fabio Ferrari. Due figure attive da tempo, che nell’ultima tornata elettorale non sono stati coinvolti. Così come Fabio Catti, solo per qualche giorno candidato scelto dalla Lega.
«E i risultati si sono visti», sottolinea l’ex candidato sindaco Angelo Santoro. «Le persone che mi hanno chiesto di candidarmi ci hanno impedito di coinvolgere Diacci e Ferrari con liste civiche di sostegno, come avremmo voluto noi. I loro sostenitori storici non ci hanno votato, e così si è sprecata la possibilità di portare al ballottaggio il centrosinistra. In ballo c’era almeno un migliaio di voti, mille tolti a Nasciuti e mille in più a noi. Era un’occasione irripetibile. Ora, visto che a settembre si torna a parlare di politica, e ci sono in ballo nuove elezioni, credo sia indispensabile sanare le vecchie ferite prima di presentarci con credibilità agli elettori».
Il centrodestra però appare spaccato, dopo le mille polemiche seguite alla mozione sui bimbi migranti di Santoro. Con dubbi anche sulla paternità dei simboli dei partiti, oggi all’interno del logo di Scandiano Unita.
«Io mi sono impegnato perché chiamato dal parlamentare leghista Vinci e parte dei miei voti arrivano dalla Lega. Perché dovrei voler rinunciare al simbolo?», si chiede Zanni. Il consigliere richiama poi anche l’assente Catti: «Mi piacerebbe vederci chiaro; non penso che lui sia stato trattato bene, ed è una persona perbene; recuperare con lui è una priorità».
Si torna anche ai crucci elettorali: «Perché non abbiamo avuto il via libera per coinvolgere Diacci e Ferrari quando poi siamo stati abbandonati? Come politici nazionali ci hanno proposto Siri, quando era nel centro dell’inchiesta; lasciamo stare», ribadiscono Zanni e Santoro. Ora si guarda avanti, ma le distanze appaiono forti, sia con gli altri due consiglieri eletti in Scandiano Unita, sia con i vertici provinciali della Lega, quantomeno.
Diacci e Ferrari assicurano appoggio a Santoro e Zanni. «Chiedo scusa agli scandianesi, sono tornata per collaborare e porre fino al disastro che qualcuno ha creato. Esiste il rispetto, non si abbandona un gruppo né tantomeno si critica una mozione per poi votarla», spiega la Diacci tornando alla mozione “divisiva”, votata dall’intero consiglio comunale dopo una serie di emendamenti.
«Io ho parlato con i referenti di Fratelli d’Italia, e siamo d’accordo nel sostenere Santoro e Zanni. Il consigliere Beltrami? Se usa toni corretti, possiamo valutare insieme come muoverci». Parla a proprio nome Ferrari, «visto che non ho più nulla a che fare con la Lega. Non so dove siano andati i voti leghisti; di certo gli elettori guardano anche le persone e non solo i simboli. E anche io non ho mai visto criticare una mozione che subito dopo si appoggia; c’erano tanti altri per agire. Come cittadino aiuterò Santoro, se me lo chiederà e potrò farlo. I consiglieri usciti? Con Nironi non ho alcun problema; se torna anche una quarta persona io ribadisco che il mio sostegno è all’ex candidato sindaco». —
Adriano Arati
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