Brucia un'altra azienda a Bibbiano, in fiamme materiale plastico
E' la Co2 di Ghiardo che si occupa di rifiuti di plastica. Arpae al lavoro per capire se si sono sprigionati livelli di diossina pericolosi per la salute. Indagini sulle cause del rogo
BIBBIANO. A distanza di cinque notti dal rogo che ha distrutto la Safi, azienda di imballaggi che ha sede in via Longo 11 a Corniano, un altro incendio ha distrutto un’azienda alle porte di Bibbiano. Nella notte tra mercoledì 7 e giovedi 8 agosto è toccato alla ditta Co2 di via Sacco e Vanzetti 23, nella zona industriale del Ghiardo. Sul posto sono intervenuti numerosi mezzi dei vigili del fuoco, oltre ai carabinieri e ai tecnici di e-Distribuzione, al lavoro per staccare i collegamenti elettrici nella zona.
Le fiamme sono divampate intorno a mezzanotte e quaranta. Intorno alle 2 i vigili del fuoco sono riusciti a riportare in sicurezza la situazione, dato che le lingue di fuoco erano alte qualcosa come 40 metri e il vento ha rischiato seriamente di portarle sui capannoni vicini. Alle 4 l'incendio era domato. Ma il capannone della Co2 ha subito danni ingenti e si sta valutando sua inagibilità.
Le fiamme, come si diceva, hanno lambito anche uno stabilimento che si trova a pochi metri da quello della ditta Co2, la Sacchetteria Franchi Pack srl. Quest’ultima azienda è stata presidiata dai vigili del fuoco per impedire che le fiamme si estendessero appunto ai capannoni circostanti.
Ora quello che preoccupa è il danno ambientale. L'Arpae è già al lavoro per cercare di capire, con dei rilevamenti, se sono state liberate diossine a livelli pericolosi per la salute: la ditta infatti si occupa di materiale plastico ed è quello che è andato a fuoco. In giornata si avranno dati precisi.
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Nella notte fra venerdì e sabato della settimana scorsa ad andare a fuoco erano stati 400 bancali in legno della Safi; questa volta l'incendio ha devastato una azienda che si occupa di imballaggi in plastica, cartone e legno.
Secondo alcuni cittadini residenti a poche decine di metri dallo stabilimento – rimasti senza luce a seguito dell’intervento precauzionaledei tecnici - le fiamme si sono sviluppate poco dopo la mezzanotte. In pochi minuti il rogo è diventato enorme, e la colonna di fumo nero – così come il bagliore delle fiamme – era ben visibile a chilometri di distanza, sia dalla fascia pedecollinare tra Montecavolo e San Polo, sia dai paesi a Nord di Bibbiano. Per l’incendio di Corniano si sospetta il dolo, ma anche il rogo del Ghiardo presenta aspetti ancora tutti da chiarire.
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