Fino a Capo Nord sulla Vespa del film “Vacanze romane”
Gabriele Cagni, presidente del Vespa Club Montecchio, ha raggiunto la meta in nove giorni percorrendo 4.300 chilometri assieme a un amico
MONTECCHIO. «Nordkapp. Solo una parola per dire tutto. Una meta raggiungibile da tutti, ma orgoglioso di esserci arrivato con la mia Faro Basso del 1955. Sempre testa alta».
È il tweet del presidente del Vespa Club Montecchio Emilia, Gabriele Cagni, arrivato a Capo Nord.
Dopo 4.300 chilometri e 9 giorni di viaggio, il 34enne ingegnere di Villa Aiola e il 31enne torinese Frederik Rosso, consigliere nazionale del Vespa Club Italia, hanno coronato il sogno che avevano programmato da anni: raggiungere il punto dell’estremo Nord con la Vespa Faro Basso del 1955. E ora, raggiunta la meta, per i due si preannuncia un lungo periodo di festeggiamenti per questa impresa che, almeno nel mondo degli appassionati del famoso scooter della Piaggio, non mancherà di essere raccontata negli anni.
Modello identico a quella guidata da Gregory Peck nel film “Vacanze romane”, questa Vespa di 125 centimetri cubici accompagna da sempre Gabriele Cagni in tutte le avventure sportive, e non solo. Sulla sella della sua “Faro Basso”, infatti, Cagni ha vinto il titolo europeo 2018 di regolarità, contribuendo a far dominare il proprio club nel vecchio continente.
«Oltre il mappamondo c’è solo acqua e l’infinito». Queste le parole spese in un breve video postato sulla pagina Facebook creata ad hoc – “Faro basso Capo Nord experience” – tenuta costantemente aggiornata e grazie alla quale i sostenitori sono stati vicini ai due avventurieri. E grazie ai social, sono stati possibili anche incontri inattesi, come quello con un appassionato vespista danese che, alla guida di un treno merci, ha incrociato i due mentre stavano traversando il ponte per la Svezia, fotografandoli e poi cercandoli in rete per postare la foto.
Programmata invece la sosta al Vespa Club Hamburg, dove i due, al terzo giorno, hanno potuto rifocillarsi e compiere piccole riparazioni sul mezzo del torinese.
E ora, per i due vespisti, dieci giorni per rientrare e ricevere i doverosi riconoscimenti. —
Alessandro Zelioli
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