Gazzetta di Reggio

Reggio

baiso 

La Gastronomia Piccinini acquisisce un pastificio a Montecatini

Paolo Ruini

I titolari: «Il fatturato cresce a due cifre, dovevamo scegliere  se ampliarci o pensare a un modo diverso di sviluppo»

2 MINUTI DI LETTURA





BAISO. Sbarca in Toscana la Gastronomia Piccinini, azienda che ha sede al Muraglione di Baiso. È di pochi giorni fa l’acquisizione del pastificio “P.&P. di Piero e Paolo” a Montecatini, in Toscana.

Perché la decisione di acquistare un pastificio in Toscana?

«Da alcuni anni –risponde Stefano Piccinini, uno dei titolari dell’azienda alimentare – il nostro fatturato cresce a due cifre. Le soluzioni che potevamo prendere erano sostanzialmente due: o ampliarsi fino a diventare un industria alimentare di grandi dimensioni, o pensare ad un modo diverso di sviluppo».

Che cosa si intende per un modo diverso di sviluppo?

«Per noi è importante realizzare dei prodotti che siano di alta qualità, e per questo occorre avere le materie prime giuste, che nel nostro caso si possono trovare solamente nei territori dove si lavora. Il latte, il formaggio, la ricotta, il grano e tutti gli altri alimenti vengono forniti da aziende che sono presenti nella Valle del Secchia, e questa è una garanzia per la bontà di quello che facciamo, dai tortellini fino agli altri tipi di pasta. Questa filosofia è stata esportata negli Stati Uniti e verrà utilizzata anche dopo l’acquisizione del pastificio in Toscana».

Quindi siete per una sorta di economia circolare dove materie prime e lavorazione si incontrano?

«Sì, e per questa ragione abbiamo rilevato un pastificio nel Mugello dove lavora una decina di persone per poter realizzare alcuni prodotti tipici toscani, come il raviolo maremmano, il tortello del Mugello e il tortello di chianina».

Avete quindi preferito fare una acquisizione mirate favorendo l’economia locale, piuttosto che iniziare a fare dei passi per diventare una vera e propria industria?

«Sì, perché in questo modo si tutelano il territorio e le caratteristiche dei prodotti tipici, che hanno la possibilità di entrare nell’alimentazione quotidiana delle famiglie. Non va dimenticato che in Italia esiste una cultura del cibo, e lo si vede nelle scelte che vengono fatte da tanti consumatori che cercano sempre di più alimenti che siano garantiti e di alta qualità». —

Paolo Ruini

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google