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chi ha provato la Prep 

Nicolini (Arcigay) ha provato la terapia «Ho dovuto girare diverse farmacie Niente effetti collaterali, e sei sereno»

Am.P.

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reggio emilia. «Temevo gli effetti collaterali, invece non ne ho avuti. Semmai un effetto indiretto è la maggior serenità: sai di essere immune all’Hiv. Però le farmacie ignoravano quello che cercavo».

Alberto Nicolini, presidente Arcigy Gioconda, è stato tra i primi dieci reggiani a sperimentare la profilassi pre esposizione. «Per principio: prima di fornire informazioni agli altri, volevo provare in prima persona».

Nicolini si è rivolto al Centro Sessualità e Salute del Santa Maria Nuova, seguendo un iter iniziato a giugno. «Per prima cosa devi fare gli esami del sangue e delle urine, per verificare la funzionalità dei reni. Poi, per due volte nel giro di un mese, il test dell’Hiv: occorre essere sicuri di non aver già contratto il virus, altrimenti i farmaci avrebbero un effetto controproducente, e siccome l’Hiv ha un’incubazione lenta si ripete il test per scongiurare l’eventualità che la prima volta non sia stato intercettato».

Se gli esiti sono negativi «il medico specialista, con il quale all’inizio hai sostenuto un colloquio, redige una ricetta non ripetibile per acquistare la confezione mensile di pastiglie; il che significa che devi tornare dallo specialista ogni mese, per la ricetta».

Un percorso piuttosto macchinoso. «La difficoltà principale che ho incontrato è trovare il farmaco prescritto. Ho dovuto girare quattro o cinque farmacie: non avendo mai avuto richieste in tal senso, i farmacisti ignoravano il corrispettivo generico. Avuta la confezione (60 euro) in mano, si deve assumere la pillola quotidiana senza saltare l’assunzione, come la pillola anticoncezionale. È scomoda la ricetta da rifare ogni mese, il resto sono precauzioni».

Nicolini temeva i possibili effetti collaterali, indicati in nausea, vomito, stanchezza e vertigini. «Invece, a parte un disturbo digestivo iniziale, posso dire di non aver avuto ripercussioni». L’effetto psicologico, invece, secondo Nicolini è alto. «A me, che ero giovane negli anni ’90 della grande paura dell’Hiv, ha fatto sparire quell’insicurezza e quel timore che mi ha sempre accompagnato. Non è poco. Ed è un tema importante». —

Am.P.

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