Prese a bottigliate la moglie revocato l’obbligo di dimora
casalgrande. Ha negato di avere percosso la moglie davanti ai figli, ammettendo una forte conflittualità dovuta a una situazione economica «drammatica»: senza lavoro e senza casa, quando la consorte è stata convinta da un’amica a rivolgersi ai Servizi sociali, il marito si è infuriato. «Ho avuto timore che mi portassero via i figli».
È quanto ha raccontato, ieri in sede di interrogatorio di garanzia, il 45enne di origini siciliane che il primo agosto scorso è stato raggiunto da una misura cautelare per i reati di lesioni personali e maltrattamenti in famiglia.
Le difficoltà del nucleo familiare risalgono a qualche mese fa quando, per problemi con i Servizi sociali tedeschi particolarmente severi, la coppia italiana decide di lasciare la Germania, dove il padre aveva un lavoro regolare. Il nucleo ha trovato ospitalità da un amico a Casalgrande. Ma, con il passare del tempo, la situazione di precarietà e il fatto che il 45enne non riusciva a trovare lavoro hanno alimentato il conflitto tra i coniugi, che si è fatto più acuto nel giugno scorso. In particolare l’11 giugno, quando, durante una furiosa lite, secondo l’accusa il marito avrebbe messo le mani addosso alla donna, le avrebbe rivolto epiteti offensivi, sputi in faccia, l’avrebbe schiaffeggiata e infine le avrebbe lanciato contro il cellulare ed una bottiglia.
Una scenata violenta, avvenuta sotto gli occhi sbigottiti dei due figli minori. La moglie è stata medicata al pronto soccorso e, sulla base della prognosi di tredici giorni, è scattata l’indagine dei carabinieri. La Procura ha allontanato moglie e figli in una comunità protetta, mentre l’uomo è stato sottoposto all’obbligo di dimora nel Comune di Casalgrande, dal quale non poteva uscire.
Ieri in tribunale il 45enne ha ammesso l’alterco, ma ha negato di aver pestato la consorte. Secondo la sua versione, lo sfogo violento è deflagrato in modo reciproco e lui, in quanto uomo dotato di maggiore forza fisica, ha commesso l’errore di reagire. Tuttavia il 45enne, dichiaratosi incensurato, ha sostenuto di non aver mai picchiato in precedenza la moglie, che ha detto di amare; e ha chiesto scusa per l’accaduto, affermando la volontà di ripianare i problemi.
Il pm onorario ha sostenuto la necessità della misura cautelare, mentre l’avvocato difensore Alessandro Verona ha sottolineato che al 45enne è stato proposto un lavoro da cameriere; per accettare, però, il suo assistito ha bisogno di muoversi liberamente, perciò il legale ha chiesto una misura meno pesante. Il gip Dario De Luca ha revocato l’obbligo di dimora e disposto il divieto di avvicinarsi alla moglie. —
Ambra Prati
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