Sare, recapitate ai dipendenti le 25 lettere di licenziamento
Sono arrivate al presidio durante un incontro con la vicesindaca e un assessore Gli operai: «Ringraziamo i politici che ci sono stati vicini. Ora non lasciateci soli»
Bibbiano. Ieri mattina al presidio degli operai Sare, il salumificio di Barco, sono arrivati l’assessore alle attività produttive del Comune, Loretta Belleli, e la vicesindaca Paola Tognoni. Mentre si svolgeva l’incontro tra gli amministratori e i lavoratori, il postino ha consegnato le lettere di licenziamento ai 25 dipendenti.
Erano lettere attese, dopo il mancato accordo con la proprietà. E ieri sono arrivate.
«Quando sei in una situazione di profonda difficoltà e vedi e senti la partecipazione di persone che, nonostante il loro da fare quotidiano, ti stanno vicino – spiega uno degli operai – provi una sensazione di sollievo immensa. Il macigno che ti comprime anche l’anima diventa meno pesante e più sopportabile. Questo è quello che abbiamo provato quando, per l’ennesima volta, l’amministrazione comunale è venuta al presidio per aggiornarsi sulla situazione. E di novità, purtroppo, non ne mancano mai. L’assessore e il vicesindaco erano presenti quando il postino ci ha consegnato le raccomandate che contenevano la lettera di licenziamento». Alcuni operai hanno reagito alla notizia con qualche lacrima.
Gli amministratori pubblici hanno preso atto della drammatica situazione nella quale si trovano gli operai e hanno ribadito la volontà di aiutare le famiglie che «non rimarranno sole. Il Comune si muoverà – hanno detto – coinvolgendo la Regione, le associazioni industriali del territorio e i sindacati, e cercando di trovare la miglior soluzione possibile per ricollocare gli operai che abitano tutti in Val d'Enza».
L’ultimo incontro tra le parti, che si è tenuto al Centro per l'impiego di Reggio Emilia, si è concluso con un nulla di fatto. Gli operai e i sindacati avevano chiesto alla proprietà un anno di cassa integrazione, che l’azienda avrebbe accettato solo a una condizione: gli operai dovevano firmare un accordo che prevedeva, al termine dell’anno di Cigs, il passaggio alla Naspi (indennità mensile di disoccupazione) senza garanzie sul Tfr. Un accordo che non è stato accettato dalla controparte.
«Non possiamo non ricordare – concludono gli operai – l’affetto e la partecipazione che ci hanno dimostrato tanti politici che in questo lungo presidio sono passati da noi, come Gianluca Sassi, consigliere regionale che ha fatto un’interpellanza; Silvia Prodi, consigliera regionale nello stesso gruppo misto; Natascia Cersosimo, consigliera comunale di Cavriago; Silvia Piccinini, portavoce in Regione; il deputato Davide Zanichelli; l'assessore di Cavriago Luca Brami e la sindaca Francesca Bedogni; Giammaria Manghi, sottosegretario regionale, oltre agli esponenti del Comune di Bibbiano, sempre presenti. A tutti loro va un grazie di cuore e un appello: non lasciateci soli». —
Da.Al.
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