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la nuova pagina giudiziaria 

É corsa contro il tempo per i ricorsi in Appello Nel 2020 il via alla Dozza

Tiziano Soresina
É corsa contro il tempo per i ricorsi in Appello Nel 2020 il via alla Dozza

Fra settembre ed ottobre sarà “pioggia” di impugnazioni in vista del processo di secondo grado a Bologna in un’aula del carcere felsineo

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REGGIO EMILIA. Con il deposito delle motivazioni delle due sentenze – quella di rito ordinario da 3.168 pagine redatte dal giudice Andrea Rat e quella di rito abbreviato da 5.288 pagine scritte da tutta la Corte – ed esaurite le notifiche a tutte le parti coinvolte (pm, imputati, difensori e parti civili), ora scatta la lotta contro il tempo per i ricorsi in Appello.

La legge prevede 45 giorni dal momento della ricezione dell’avviso di deposito delle motivazioni, in questo caso con l’esclusione nel calcolo dei 31 giorni del mese d’agosto.

Quindi è prevedibile che per il rito ordinario le impugnazioni dovranno pervenire fra la fine di settembre ed i primi di ottobre, mentre per il rito abbreviato non si dovrebbe andare oltre alla metà di ottobre.

Una valutazione, sui termini per il ricorso in Appello, inevitabilmente approssimativa, visto che le notifiche sono state scaglionate. Un’operazione peraltro complessa, perché parliamo di 148 imputati e di 120 condanne, 23 assoluzioni e 5 posizioni finite in prescrizione.

Complessivamente la Corte ha emesso condanne per 1.223 anni di carcere (898 anni relativi al rito ordinario e 325 anni al giudizio abbreviato).

E a Bologna quando inizierà il maxiprocesso di secondo grado?

Difficile in questo momento dire con esattezza quando partiranno i decreti di fissazione d’udienza, comunque l’inizio di quest’ennesima complicata pagina giudiziaria dovrebbe collocarsi fra la fine di quest’anno e l’inizio del 2020.

I lavori di ristrutturazione dell’aula del carcere bolognese della Dozza che ospiterà l’Appello del maxi processo Aemilia «procedono regolarmente». L’ha precisato, nel giugno scorso, Antonio Mungo, direttore generale delle risorse materiali e delle tecnologie del ministero della Giustizia. Anche il procuratore generale di Bologna, Ignazio De Francisci, che ha sempre caldeggiato l’idea di tenere l’Appello nel carcere di Bologna, si è detto «ottimista» sulla possibilità che i lavori nell’aula della Dozza si concludano nei tempi previsti. —

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