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In fiamme 200 tonnellate di plastica Devastata un’altra ditta di Bibbiano

Daniela Aliu
In fiamme 200 tonnellate di plastica Devastata un’altra ditta di Bibbiano

Le fiamme partono dal cortile. In azione fino all’alba sei squadre dei vigili del fuoco alla Co2 Slr. Non si esclude il dolo

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BibbianO. Notte di paura nella zona industriale di Ghiardo di Bibbiano, dove un incendio di vaste dimensioni ha distrutto quasi mille metri quadrati del cortile esterno della ditta “Co2” in via Sacco e Vanzetti 23. Un rogo che arriva ad appena cinque giorni dall’incendio che ha distrutto la Safi di Corniano. Anche in questo caso, non si può escludere la natura dolosa.

l’allarme

L’allarme è scattato intorno alla mezzanotte, tra mercoledì e ieri, quando si sono alzate le prime fiamme: lingue di fuoco alte fino a 40 metri, che si potevano vedere anche a molti chilometri di distanza. È stato un residente in zona ad accorgersi dell’accaduto e chiedere aiuto al 115.

L’azienda di Ghiardo – che si chiama Co2 Srl – è di proprietà di una cooperativa, la Mc2 Onlus di Parma e si occupa di riciclaggio di materiale plastico. L’immobile, invece, è di proprietà di una società di Vicenza, la Monion, che ha ceduto in affitto il ramo d’azienda alla Co2.

A quell’ora, ovviamente, lo stabilimento era chiuso. «Fino alle 23, quando sono andato via, tutto era a posto» racconta il custode, che è stato svegliato solo più tardi dai carabinieri che gli annunciavano che era in corso l’importante incendio. In azione sei squadre dei vigili del fuoco, provenienti da tutti i distaccamenti reggiani, ma anche dalle vicine province di Parma e Modena: dieci i mezzi e oltre quaranta gli uomini.

«L’incendio ha interessato la zona esterna al capannone – spiegava il caposquadra dei vigili del fuoco, Luca Incerti, ieri mattina sul posto – poi parzialmente ha intaccato anche la zona interna, sino all’arrivo delle nostre squadre, che verso le due sono riuscite a circoscrivere l’incendio».

LO SPEGNIMENTO

La colonna di fumo nero e l’odore acre di plastica bruciata ci ha messo poco a invadere Bibbiano, in tanti sono accorsi a vedere cosa stava succedendo.

La task force dei vigili del fuoco è stata impegnata soprattutto a impedire che le fiamme potessero coinvolgere tutto il capannone e diffondersi agli stabilimenti vicini. A rendere l’operazione ancora più difficile, oltre alla natura stessa dei materiali altamente infiammabili, è stato anche il vento.

«Alle 2 l’incendio è stato circoscritto, a quel punto non poteva più intaccare le altre parti. Le operazioni di spegnimento sono andate avanti fin verso le 7 del mattino, quando l’incendio è stato domato» evidenziava ieri Incerti. Motivando la presenza ancora ieri in tarda mattinata di una squadra di vigili del fuoco – anche con mezzi per il movimento terra, come un bob cat e un piccolo escavatore – per ragioni di prevenzione, per far fronte alla ripresa di piccolo focolai, ma anche per gli accertamenti necessari a stabilire cosa abbia provocato l’incendio e legati all’impianto elettrico.

Ieri notte in via Sacco e Vanzetti sono intervenuti anche i carabinieri della locale stazione, i tecnici comunali e quelli di Enel Distribuzione. Le fiamme hanno lambito anche la ditta vicina. Secondo una prima stima sono bruciate più di 200 tonnellate di plastica.

LE INDAGINI

Ora le indagini proseguono su due fronti. Da una parte i tecnici Arpae di Reggio Emilia, intervenuti sul posto, stanno valutando l’impatto ambientale dell’incendio. Hanno eseguito dei campionamenti nell’area già dalle prime ore del mattino di ieri. Dall’altra, vigili del fuoco e carabinieri dovranno stabilire cosa abbia provocato l’incendio. E al momento, l’ipotesi del rogo doloso per come e dove si sono sviluppate le fiamme, resta quella più probabile.

Anche alla luce dell’incendio che appena cinque giorni fa ha interessato un’altra azienda di Bibbiano. Un paese in cui la tensione, per quanto sta avvenendo, inizia a salire. —

Daniela Aliu

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