«Non mi meraviglierei di un collegamento tra roghi e caso affidi»
CAVRIAGO. «Al momento non risulta che gli inquirenti abbiano sciolto le riserve, ma non mi meraviglierei di un collegamento con l’inchiesta in corso». Il dubbio si insinua nella mente del sindaco cavriaghese Francesca Bedogni, che ieri ha speso queste parole sull’incendio scoppiato al Ghiardo nella notte di mercoledì, e che segue di pochi giorni quello avvenuto sempre a Bibbiano. Il sindaco lo ha fatto a margine dell’incontro con il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, giunto a Cavriago per fare il punto sull’inchiesta degli affidi illeciti in Val d’Enza e delle relative minacce giunte a sindaci e servizi sociali dell’unione dei comuni.
In Procura ci vanno, invece, con i piedi di piombo perché sinora non sarebbero emerse prove tangibili che i due roghi abbiano origine dolosa e che vi sia un irresponsabile piromane in azione. E i due incendi – pur se ravvicinati nel tempo – non risulterebbero al momento nemmeno collegati. Valutazioni prudenti da parte degli inquirenti, anche perché non sono ancora conclusi gli accertamenti dei carabinieri di Bibbiano e dei vigili del fuoco.
I fascicoli in Procura – l’incendio come ipotesi di reato, ma senza indagati – rimangono pertanto divisi: sulle fiamme alla Safi (bruciati dei bancali) è il pm Iacopo Berardi che coordina il lavoro degli investigatori, mentre sul rogo alla Co2 (in fiamme materiale plastico) indaga il pm Marco Marano . —
T.S.-R.F.
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