Gazzetta di Reggio

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«Sono accaduti fatti gravi ma nella Val d’Enza ora bisogna ripartire»

Enrico Lorenzo Tidona
«Sono accaduti fatti gravi ma nella Val d’Enza ora bisogna ripartire»

Di Maio non viene, a Cavriago c’è il ministro Bonafede che promette una svolta «Non si metterà una pietra sopra a quanto successo però ritroviamo la serenità»

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«Dopo quello che è successo qui con gli affidi non si riparte chiudendo gli occhi. Non si metterà una pietra sopra a nulla di quello che è successo perché sarebbe un grave torto ai bambini e alle famiglie che hanno subito quello che hanno subito». Anche per il ministro Alfonso Bonafede il sistema degli affidi è lacunoso e va riformato. Per questo ha creato una «squadra speciale che ha il compito semplicemente di avviare un monitoraggio di tutta la situazione degli affidi dei bambini a livello nazionale». Lo dice parlando alla selva di microfoni che lo attende sotto la sala municipale di Cavriago. Ma accanto a lui non c’è la folla riservata due settimane fa a Salvini al suo arrivo a Bibbiano. Del resto il ministro della Giustizia è giunto ieri nel paese celebre per l’esposizione in piazza del busto di Lenin, per parlare sì del caso degli affidi illeciti, ma in maniera «istituzionale» e «collaborativa», come aveva anticipato assieme al compagno di partito Luigi Di Maio. Il vice premier pentastellato, però, ha dato forfait all’ultimo dovendosi trattenere a Roma per tentare di stemperare gli attriti nel governo. «Ai bibbianesi dico che purtroppo sono accaduti fatti gravi - premette il ministro - Però si riparte, si deve ripartire individuando le responsabilità. Si riparte con gli occhi bene aperti su quello che è successo in passato e su quello che non dovrà più accadere in futuro».

È toccato così a Bonafede marcare visita nella Val d’Enza, centro nevralgico dell’inchiesta “Angeli e Demoni”. «Siccome a Bibbiano sono successi fatti gravi, che mettono campanelli d’allarme gravissimi, è giusto che lo Stato si concentri sui fatti e su ciò che interessa ai cittadini» ha risposto ancora Bonafede interpellato dai cronisti sulla complessa situazione del governo dopo la votazione di ieri sulla Tav.

L’ impegno del governo sugli affidi lo ribadirà pochi minuti dopo anche davanti alle associazioni dei familiari e alcune delle famiglie che lo hanno voluto incontrare, riempiendo l’auditorium al piano superiore della sala comunale. L’esponente del Movimento 5 stelle trova ad attenderlo anche i parlamentari e gli amministratori pentastellati reggiani. Ma trova soprattutto i sindaci della Val d’Enza, accompagnati dal capogruppo del Pd alla Camera, Graziano Delrio, che fa da contrappeso e spende parole di fuoco su Salvini e le accuse ai democratici sulla gestione del caso Bibbiano. Da parte sua il ministro interviene facendo leva sulle sue deleghe. Sul tavolo ci sono le continue minacce alla comunità e i timori dei servizi sociali che operano in Val d’Enza: «Agli operatori di tutta Italia dico di continuare a lavorare onestamente sapendo che c’è uno Stato che si sta prendendo cura di tutte le infrastrutture necessarie affinché possano lavorare con serenità, sapendo che parliamo di un settore molto delicato».

Altro nodo riguarda il ruolo del tribunale dei Minori di Bologna, organo garante del corretto iter giudiziario degli affidi. A chi gli chiede come procede l’ispezione nell’ente di giustizia bolognese, il responsabile del dicastero ha precisato che «l’ispezione è in corso ed è una cosa molto importante e delicata che va portata avanti nei tempi giusti. Io chiaramente ho chiesto la maggiore tempestività possibile». A tale riguardo, ha aggiunto Bonafede, «al ministero abbiamo un livello di monitoraggio che, posso dirlo, non c’è mai stato. Non voglio difendere o attaccare alcuna categoria, voglio controllare che tutti si siano comportati nel modo giusto: questo è il mio dovere e questo faccio». Dopo di che, ha concluso, occorre «fare in modo di mettere le basi affinché i fatti che sono accaduti e su cui c’è la mia totale e piena fiducia in chi sta portando avanti l’inchiesta, non debbano più verificarsi». Ha poi confermato alle famiglie della zona «che lo Stato sta veramente lavorando per evitare che ci possano essere bambini strappati ai loro genitori e poi non seguiti, tra l’altro, nel percorso di affidamento». Dopo gli incontri, pur non entrando nel merito delle questioni che sono oggetto di valutazione dei magistrati, ha ribadito: «Quello avvenuto oggi a Cavriago è stato un incontro molto importante. Le associazioni hanno rilevato tante cose che non vanno bene nella prassi. Io ho preso appunti e li porterò all'attenzione della squadra speciale che abbiamo costituito al ministero, ci lavoriamo». —



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