Gazzetta di Reggio

Reggio

«Una ragazza solare, le volevamo bene Si faceva chiamare da tutti Stefania»

Leonardo Grilli
«Una ragazza solare, le volevamo bene Si faceva chiamare da tutti Stefania»

Il dolore degli amici e dei clienti affezionati del bar in via XX Settembre, la madre in lacrime soccorsa dai sanitari del 118

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REGGIO EMILIA. Le urla strazianti della madre e dei parenti hanno scandito per ore il dolore di una comunità, quella cinese, e di un intero quartiere, quello dell’ex Foro Boario. In poco tempo, a decine si sono radunati fra via Fratelli Manfredi e via XX Settembre. Poco distante, all’interno del bar Moulin Rouge, ancora il corpo di Hui Zhou, 25 anni, uccisa a coltellate da un uomo che probabilmente conosceva bene. Un omicidio improvviso, compiuto a sangue freddo, che si è abbattuto come un macigno sulle vite dei familiari della ragazza.

La madre, Ling, è stata fra i primi ad arrivare. Incredula, appesa a un filo di speranza, finché i poliziotti non le hanno confermato la tragica notizia: la figlia, l’orgoglio dei genitori, era stata uccisa. Sorretta da amici e familiari, sconvolti quanto lei, la mamma è rimasta per ore davanti al bar, sotto il portico in cemento armato che collega la sede del bar con quella del Laboratorio Aq16.

Non se ne è voluta andare finché, verso le 22.30, il medico legale arrivato da Modena ha dato il via libera per il trasferimento di Hui all’obitorio, a disposizione della procura di Reggio.

E più il tempo passava, più accanto alla madre e ai parenti della 25enne si raggruppava un capannello sempre più fitto di amici e conoscenti.

E alle urla della mamma, che ha perso i sensi ed è stata soccorsa più volte dai sanitari, si sono aggiunte quelle dei fratelli, degli zii, dei cugini. Una famiglia, quella della ragazza, integrata e molto conosciuta nel quartiere da quando hanno rilevato il bar.

Ma ad essere conosciuta più di tutti era proprio lei, Hui, che dai clienti e dagli amici italiani si faceva chiamare con il nome Stefania. Studiosa, attenta alla famiglia e alla gestione dell’attività, era una delle poche bariste che non ruotava mai all’interno del locale.

Quasi sempre presente e, soprattutto, costantemente pronta a regalare un sorriso a chi le si presentava davanti. Tanto che il suo carattere dolce ed educato le aveva procurato l’affetto e l’amicizia di tanti nella zona. Dai dipendenti degli uffici lì vicino fino ai ragazzi di Aq16, che con Stefania avevano legato molto.

«Le volevamo davvero bene», raccontano increduli e commossi alcuni amici che ieri, saputa la notizia, si sono radunati davanti al Moulin Rouge come a voler dare un ultimo saluto a Hui, come se entrando avessero potuto ancora trovarla lì, con il suo sguardo e il suo timido sorriso a scaldare un po’ l’anima.

«Era una ragazza incredibile – spiegano ancora – fra tutte le bariste del Moulin era quella che parlava meglio di tutti l’italiano e aveva legato molto con tantissimi clienti, che ricambiavano quell’affetto. Tutto questo è incredibile, come si può uccidere una ragazza così, con questa brutalità, ancora non ci crediamo. Ci mancherà moltissimo, ci mancherà sempre».

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